Due molotov sulla Roma-Firenze: rivendicazione dei No Tav

Gesto dimostrativo dei No tav a Roma. Due bottiglie riempite di liquido infiammabile sono state trovate dalla Polizia sulla linea ferroviaria Roma-Firenze all’altezza della stazione di Settebagni, alla periferia della capitale. Le bottiglie erano all’interno di due pozzetti contenenti i cavi elettrici e sulle grate di protezione è stata trovata la scritta “No Tav”. Erano accanto ai binari dell’Alta velocità le due bottiglie incendiarie trovate stamattina poco prima della stazione di Settebagni a Roma. Secondo quanto si è appreso, in un pozzetto dei cavi di alimentazione della Tav c’era una bottiglia di plastica da mezzo litro con dentro liquido infiammabile, stracci e alcuni fiammiferi bruciati, mentre in un altro poco distante sono stati trovati residui di plastica bruciati di un innesco simile. A dare l’allarme alla polizia alcuni tecnici di Fs che durante i controlli hanno notato che c’era qualcosa di strano. Sul posto la polizia ferroviaria e la Digos. Sul coperchio in metallo del pozzetto c’era una scritta No tav. Secondo quanto si è appreso da Ferrovie dello Stato, tra le 12.30 e le 14.45 c’è stato in quel tratto una riduzione di velocità dei treni a 30 chilometri orari per consentire di effettuare i sopralluoghi in sicurezza.

Sincronizzati con la conferenza dei sindaci No Tav

Il gesto arriva contemporaneamente alla conferenza stampa che ha presentato il documento di otto pagine più un allegato di 30 che sarà sarà inviato al premier Renzi e ai ministri di Trasporti, Ambiente ed Economia per dire no alla Torino-Lione . Lo firma il presidente dell’Unione dei Comuni della Valsusa, Sandro Plano, che ritiene la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità «un delirio progettuale» e invita il governo a «fare come per il ponte di Messina, fermando l’opera. Prima di aggravare la situazione, visto che il 26 febbraio scade il termine per presentare il progetto definitivo alla Ue». Copia dei documenti – hanno annunciato i sindaci No-Tav – sarà inviata anche alla Corte dei Conti, che secondo gli esponenti No Tav e ambientalisti «potrebbe avere qualcosa da dire su un’opera della quale non si conosce con chiarezza il costo». Già annunciata, per il 21 febbraio, una manifestazione a Torino dei No Tav.