La Meloni sul palco “leghista”: insieme contro Renzi e contro Bruxelles

Giorgia Meloni è in piazza del Popolo per guardare con interesse, e da vicino, all’evoluzione in senso nazionale della Lega.E quando arriva il suo turno sul palco, fa sentire forte la sua voce contro l’insostenibilità della pressione fiscale («Basta tasse») e contro «la colonizzazione dell’Italia» da parte di Bruxelles, cui è immediatamente seguito «commissariamento» della nostra democrazia.  Tra il movimento guidato da Matteo Salvini e FdI, vinte le prime, reciproche, diffidenze, il legame si è fatto sempre più stretto fino ad arrivare a convergere simbolicamente sul nome del giornalista Vittorio Feltri nel voto parlamentare per il Quirinale.

FdI e Salvini vogliono le primarie

La fine del cosiddetto “patto del Nazareno”, cioè l’intesa tra Berlusconi e Renzi saltata proprio nell’elezione del successore di Giorgio Napolitano al Colle, ha finito per rendere ancor più evidente l’accordo tra Salvini e la Meloni finalizzato a contrapporre a Renzi un’opposizione senza aggettivi e, soprattutto, senza quartiere. Fatale, quindi, che nel momento in cui i leghisti “scendono” a Roma al grido di “Renzi a casa!” il posto dei “Fratelli d’Italia” è là, in piazza del Popolo, a dare il proprio contributo in termini di idee e di presenza.

Giorgia Meloni dà appuntamento per il 7 marzo a Venezia

Del resto, la stessa Meloni lo ha chiaramente detto quando ha spiegato che «esiste un fronte nazionale anti Renzi» e che la prossima tappa, il 7 marzo, vedrà  Il FdI impegnati in una «manifestazione analoga a Venezia». La leader dei “Fratelli” non lesina critiche all’altra parte del centrodestra, soprattutto al Ncd di Angelino Alfano, e precisa: «E’ naturale che chi è all’opposizione faccia una manifestazione contro il governo, non è naturale che chi è stato eletto in alternativa alla sinistra ora sia al governo con Renzi». Anche sulla leadership del centrodestra la Meloni ha idee chiare: servono le primarie. Al suo arrivo in piazza, qualcuno le chiede se non abbia messo in conto che dalle primarie possa venir fuori il nome di Salvini. «Chiunque sia scelto dal popolo – è la sua risposta – l’importante è che venga votato dalla gente. Matteo sta facendo bene il suo lavoro: su alcune cose siamo d’accordo su altre meno».