McDonald’s punta sulle aziende giovani e smentisce di aver evaso

Un progetto per raccontare «le filiere agricole italiane partner del marchio globale» e per promuovere le idee innovative di 20 giovani agricoltori. Presente all’Expo con un padiglione-ristorante, McDonald’s punta sulla Corporate social responsibility per promuovere il proprio marchio. Una strategia che accomuna molte grandi multinazionali, ma che per il colosso del fast food assume una connotazione particolare alla luce delle recenti accuse di scorrettezze mosse da un sodalizio di sindacati americani ed europei.

Un progetto per l’innovazione under 40

Il progetto, che viene realizzato in collaborazione con il ministero dell’Agricoltura e con Expo, offrirà a 20 giovani agricoltori italiani under 40, che hanno progetti di innovazione e sostenibilità per la propria azienda, la possibilità di diventare fornitori per tre anni di McDonald’s. Si chiamerà “Fare futuro” e, per il commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, «è un segnale importante da parte di un’azienda che dimostra di avere a cuore le tematiche legate allo sviluppo sostenibile, all’innovazione, all’incremento dell’occupazione in un periodo di forte crisi». È stato poi l’ad di McDonald’s Italia, Roberto Masi, a sottolineare che «oltre l’80% delle forniture proviene da allevamenti e aziende agricole italiane».

Le accuse di evasione

Dunque, con questa iniziativa McDonald’s punta a raccontare il proprio impegno a sostegno delle economie in cui opera. Un impegno messo in discussione solo l’altro giorno da un dossier, intitolato “Unhappy meal”, con cui una coalizione di sindacati del settore pubblico europeo (Epsu) e statunitense (Seiu), del turismo e del settore alimentare (Effat) e della Ong War on Want per la lotta alla povertà accusa il marchio di aver evaso le tasse per oltre un miliardo di euro in diversi Paesi europei, fra cui l’Italia, che si sarebbe vista sottrarre 74 milioni di entrate. Una vicenda smentita «categoricamente» dal ramo italiano della società, che in una nota ha sostenuto che «le supposizioni riportate dal rapporto non hanno nulla a che vedere con McDonald’s Italia. Infatti, McDonald’s Italia – era scritto ancora nel comunicato – rispetta le normative vigenti e paga regolarmente le tasse in Italia. Pertanto il rapporto sopra menzionato è totalmente inesatto».