La marcia di Salvini seduce alfaniani ed ex grillini. Il 28 in piazza a Roma

Non ha stravinto ma è uno dei pochi a non aver perso nella partita a scacchi del Colle. Matteo Salvini, vento in poppa nei sondaggi e presenza fissa nei talk-show, si prepara a sbarcare nella Capitale con le truppe padane e non solo. Lo fa per suggellare la lunga marcia verso il Sud ma anche per darsi una caratura nazionale necessaria per l’eventuale conquista della leadership del centrodestra (o di quello che resta). La pensa così Andrea La Mattina che dalle colonne de La Stampa di Torino punta l’obiettivo sulla manifestazione promossa dal Carroccio per  il prossimo 28 febbraio a piazza del Popolo, “la piazza più lepenista d’Italia”.

La sfida dei numeri

Riuscirà il timoniere leghista a riempire lo spazio ai piedi del Pincio, regno incontrastato di Giorgio Almirante negli anni ’80? E’ presto per dirlo ma le condizioni potenziali ci sono: la macchina organizzativa è a pieno ritmo, il tam tam sulla rete è attivato,  crescono le adesioni di ambienti non direttamente legati al quarier generale di via Bellerio. Dai militanti di destra delusi e in cerca di adrenalina alle categorie produttive messe in ginocchio dalla politica fiscale del governo. In piazza con l’altro Matteo, quasi sicuramente,  anche Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni che con Salvini ha condiviso la scelta della candidatura simbolica di  Feltri al Quirinale per vedere l’effetto che fa e serrare i ranghi parlamentari. Prove tecniche di federazione? La base spinge per l’abbraccio e i due cinguettano a suon di tweet ma da qui al matrimonio la strada è ancora tanta.

Campagna acquisti

Gli italiani non cambiano mai e i politici non sfuggono alla regola: quando le cose vanno male i più veloci e reattivi fanno le valigie in cerca di nuovi lidi. In queste ore di terremoti e fibrillazioni alcuni ex esponenti del Nuovo centrodestra, a partire da Barbara Saltamartini che lunedì ha lasciato il partito di cui era portavoce, stanno facendo un pensierino sulla Lega.  Marco Cremonesi e Alessandro Ticino sul Corriere della Sera raccontano di un Salvini euforico per la campagna acquisti alle porte. A rimpinguare le file del Carroccio, infatti,  oltre agli ex alfaniani, ci sarebbero anche alcuni dei fuoriusciti dal movimento  Cinquestelle, fuggiti dalla “deriva cesarista” del duo Grillo-Casaleggio.