La sinistra litiga anche sul neonato morto, scontro tra Crocetta e Delrio

Volano gli stracci fra il governo Pd di Renzi e la giunta Pd di Crocetta. Che ora promette di prendere per il bavero addirittura il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Del Rio. La lite da condominio segna l’ultimo travaso di bile del governatore a causa del governo Renzi. Un rapporto lungo e martoriato che ha più volte provocato profonde fratture, ricucite poi con grande fatica e in nome del governo del potere, in casa Pd. A scatenare l’ira dell’ex-sindaco di Gela, stavolta la gravissima vicenda della piccola Nicole nata in una clinica e morta a tre ore dal parto perché non c’era posto in tre ospedali regionali siciliani dove si cercava di ricoverarla per un aggravamento.  La ministra alfaniana Beatrice Lorenzin ha ipotizzato il commissariamento della (mala)sanità siciliana provocando la risentita reazione prima di Lucia Borsellino, figlia del magistrato assassinato dalla mafia e assessore alla Sanità della giunta Crocetta e, poi, anche dello stesso Crocetta: «Ci siamo stancati del fatto che ogni occasione è buona per attaccare il governo della Regione, anche da parte di alcuni esponenti del governo nazionale. Chiederò un chiarimento al sottosegretario alla Presidenza Graziano Delrio».
Si annuncia insomma l’ennesimo regolamento di conti all’interno del governo Renzi fra le varie anime che compongono il colorito rassemblement. Lo sfogo furibondo di Crocetta si indirizza, dopo Delrio, anche sulla ministra di Renzi: «Cosa c’entra con quanto accaduto l’assessore Borsellino? Cosa c’entra il governo? Si è trattato di una morte tragica riconducibile a precise responsabilità e chi ha sbagliato pagherà senza sconti. Basta con questo continuo scaricabarile. La Regione siciliana viene continuamente attaccata su ogni cosa anche quando non ha alcuna responsabilità, penso alla vicenda Muos: che c’entra la Regione su una iniziativa che compete allo Stato? Non è più sopportabile, affronterò la questa questione col sottosegretario Del Rio».

Crocetta tenta di convincere il suo assessore alla Sanità a restare

L’idea di Crocetta, insomma, è che Delrio e Renzi prendano per le orecchie l’intemperante Lorenzin.
Ma già venerdì Crocetta era stato croficisso da più parti per la sua ignoranza in materia di Sanità e di governo regionale mettendo a nudo il fatto che, in definitiva, non è certo stato candidato dal Pd per le sue capacità manageriali ma, piuttosto, come simbolica testa di legno. Poi è un fatto che ci ha preso gusto e si è convinto di poter fare davvero il governatore di una Regione complicata come la Sicilia.
Impegnato com’era a cercare di frenare l’orgoglio ferito della sua assessora – «invito l’assessore Lucia Borsellino a ripensarci. Le sue dimissioni sarebbero un grave danno per la Sicilia e per la Sanità della Regione» – Crocetta è stato variamente sbeffeggiato tanto dalla Lorenzin, ministra del governo Renzi, quanto dall’Associazione italiana ospedalità privata che hanno ricordato al governatore quanto egli e il suo governo regionale siano politicamente e managerialmente responsabili della morte della bambina. «Vorrei ricordare al presidente della Sicilia  – aveva replicato la Lorenzin a Crocetta il quale aveva invitato il ministro «a modificare l’attuale normativa che consente ai privati di svolgere attività senza obbligo di avere la rianimazione interna» – che gli accreditamenti di cui lui parla competono esclusivamente all’Amministrazione che lui presiede. Su questo, con mio rammarico, il Ministero della Salute non ha alcun potere esclusivo di intervento». E l’Associazione italiana ospedalità privata, di rincalzo, aveva ricordato a Crocetta che, inutilmente, l’Associazione aveva rappresentato al governatore la necessità di rafforzare il servizio di patologia neonatale, presente solo in alcuni grandi ospedali regionali di riferimento. La risposta della giunta Crocetta era sempre e solo stata una: dinieghi, motivati dal fatto che la rete della terapia intensiva neonatale sarebbe già satura». Oggi si scopre che non era così, purtroppo. E a farne le spese è stata la piccola Nicole.

Domani i nomi dei primi indagati per la morte di Nicole

Sul fronte delle indagini della magistratura, già domani dovrebbe emergere i nomi dei primi indagati.
La Procura di Catania, ha fatto sapere il pm titolare del fascicolo di indagine, ha effettuato «le valutazioni necessarie per ipotizzare responsabilità penali, ai fini del compimento di atti urgenti irripetibili» e gli indagati «saranno ovviamente individuati secondo i criteri della responsabilità personale».
Tuttavia, già da una «prima valutazione della documentazione» la morte di Nicole può essere «dipesa da una complessa serie di concause, sin dal momento del parto e delle terapie effettuate nelle primissime fasi di vita» e sono in corso accertamenti su strutture centrali, 118 e modalità di utilizzo e adeguatezza dell’ambulanza.
«Sono oggetto di accertamento – rivela la Procura di Catania – anche le modalità di reazione delle strutture centrali, a partire dal 118, nonché l’adeguatezza del personale del mezzo rispetto all’emergenza che si prospettava.Lunedì sarà conferito incarico di consulenza medica ad un collegio composto da un medico legale, da un ginecologo e da uno specialista di neonatologia e rianimazione».