Lottizzare è meglio che rottamare. Parola di Matteo Renzi

Il Vangelo secondo Matteo ammonisce: occupo ergo sum.  E allora, dai vertici istituzionali fino ai Cda delle partecipate, e con in canna i prossimi colpi da sparare per conquistare Rai e Consiglio di Stato nel mirino delle occupazioni: è ciò che il Giornale ha definito lo «spoil system» in salsa fiorentina. Nella corsa alla lottizzazione delle nomine, come scrive il quotidiano diretto da Sallusti, «dal vertice dello Stato ai consigli di amministrazione di società partecipate, piccole e grandi, passando per gli organici costituzionali e ministeri: in Italia la decisione politica per eccellenza sono le nomine. E il rottamatore non fa eccezione».

Lottizzare è meglio che rottamare

Anzi. Come il manuale del potere in uso a chi lo gestisce prioritariamente invoca tra le righe, «tutto cambi perché nulla cambi»: ancora in auge, dunque, anche se appannaggio di leader che si dicono in rotta di collisione con il passato, l’assioma di base di sempre. E come al solito, il nodo non sono solo le nomine, ma anche le modalità per arrivare a definirle e a ottenerle, rispetto alle quali il premier portabandiera della rottamazione dimostra di non voler affatto sradicare e archiviare vecchie e consolidate abitudini (malcostumi nazionali?). E scrive il Giornale, «al contrario dei politici che seguivano il manuale Cencelli, Matteo Renzi accentra, licenzia e sostituisce a sopresa senza seguire schemi preconfezionati». Tra i punti nevralgici, la messa a fuoco del mirino su Rai e Consiglio di Stato: la strategia è chiara e la lista degli obiettivi da centrare ben circostanziata. Il fine è: occupare i posti con gli amici, in nome del vecchio adagio, a tutti noto anche se mai legiferato, che lottizzare è sempre meglio che rottamare…