Libia, Gentiloni alla Camera: niente crociate. La soluzione è politica

«L’unica soluzione alla crisi libica è quella politica», ha detto il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni alla Camera,  nella sua informativa a Montecitorio sull’allarme Isis e l’escalation di violenze dei tagliatori di teste. «Il deterioramento della situazione sul territorio impone un cambio di passo da parte della comunità internazionale prima che sia troppo tardi», ha aggiunto escludendo però la tentazione di «avventure e crociate».

Gentiloni alla Camera: massima allerta

In Libia – ha spiegato in Aula l’inquilino della Farnesina – è evidente il rischio di saldatura tra gruppi locali e Daesh (organizzazione terroristica, ndr) che richiede la massima attenzione. Non fa sconti alla comunità internazionale che non è esente da errori, commessi «nella fase successiva alla caduta di vecchio regime». Ora stiamo lavorando con i nostri partner al Consiglio di sicurezza «perché la missione Unsmil (missione Onu in Libia, ndr) venga dotata di un mandato, mezzi e risorse in grado di accelerare il dialogo politico per la stabilità e la formazione di un governo di unità nazionale», ha detto ricordando che la missione dovrà essere rinnovata il 13 marzo.

L’Italia e l’Onu

«Con le due sessioni a Ginevra a gennaio, l’incontro a Ghadames dell’11 febbraio, che ha visto per la prima volta anche la partecipazione del Congresso di Tripoli – ha aggiunto Gentiloni – è stato fatto un passo verso la direzione giusta. E ci siamo arrivati con grande impegno, in primo luogo del nostro Paese che ha messo a disposizione delle Nazioni Unite non solo il proprio patrimonio di contatti politici ed economici, ma anche un’importante assistenza logistica».

Sos sbarchi

Finalmente il governo prende atto del fallimento dell’accoglienza dei profughi senza regole e paletti. «La crisi in Libia sta portando all’aggravarsi del dramma di migliaia di persone che fuggono su barconi verso le nostre coste: il numero degli sbarchi da inizio anno ad oggi è aumentato del 59% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono arrivate 5.302 persone contro le 3.338 di un anno fa», ha detto sottolineando che l’Europa «è una superpotenza economica e come tale può andare oltre i 50 milioni di euro all’anno, spesi oggi per fronteggiare una simile emergenza». Non era Mare Nostrum ad attirare i migranti – ha chiarito ancora – ma il dramma delle aree di crisi su cui speculano, nel vuoto istituzionale libico, bande criminali assai agguerrite.