Lettera di Cantone al “Corriere”: basta poltrone ai “trombati” del Pd

«Quella legge che non ferma i ricollocati»: è questo il titolo fortemente esplicativo che accompagna, entrando subito nel vivo del problema, la lettera che Raffaele Cantone – magistrato italiano che dal marzo scorso presiede l’Autorità Nazionale Anticorruzione – ha inviato al Corriere della Sera. Un j’accuse, circostanziato e internazionalizzato anche in altri paesi del vecchio continente, contro il vizio a metà tra «malcostume» e «lobbismo» a garantire comunque una poltrona a ex politici silurati, ricollocati e contenti.

L’inchiesta di Rizzo, la lettera di Cantone

La lettera di Cantone prende spunto dalll’inchiesta pubblicata l’8 febbraio, sepmrep sul Corriere della Sera, a firma di Sergio Rizzo sul ricollocamento degli ex parlamentari Pd in società pubbliche o parabubbliche, in virtù del vezzo da noi nei fatti “istituzionalizzato” di sistemare amici e risarcire i politici rimasti fuori dal gioco delle poltrone parlamentari. Un problema, quello del «post-employment» di livello appannaggio di coloro i quali hanno rivestito incarichi politici, che si declina anche in buona parte del resto del mondo, e che, ricorda il magistrato nella sua missiva al quotidiano, «è stato affrontato recentemente in più Paesi (Gran Bretagna, Canada, Spagna) e dalla Unione europea (relativamente agli ex commissari) con soluzioni differenti»…

L’esempio della riforma della Pa

E certo la logica del mal comune mezzo gaudio non può chiaramente supllire o ovviare a un vuoto legislativo oltre che etico che affligge il Bel Paese, terra di santi, navigatori e ricollocati doc. Quello che chiede allora, argomentandolo con dovizia di riferimenti giuridici e precedenti normativi Raffaele Cantone è che con la riforma della Pa che attesta regole che già valgono per gli enti locali, le stesse norme in vigore possano essere estese – per la proprietà transitiva dell’eguaglianza e del decoro – anche a livello nazionale. Concludendo l’esortazione-denuncia con l’augurio «di poter correggere questa lacuna».