L’assessore “arancione” ci ripensa sugli immigrati: «Milano ha già dato»

Basta immigrati a Milano, perché la città «ha già dato». Lo sfogo è arrivato su facebook da un assessore locale, ma non – come si potrebbe pensare – da un leghista della Regione. A dire criticare l’ipotesi di una nuova ondata di disperati è stato l’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino.

Lo sfogo su facebook

«Leggo che stanno arrivando 500 profughi a Milano. Che poi non è Milano, ma campo di Bresso da dove verranno smistati nelle province lombarde. Ecco: diciamo che in questo anno e mezzo Milano città, spesso da sola, ha già dato. L’accoglienza non è un lusso. È una responsabilità che deve riguardare tutti», ha scritto sul suo profilo facebook Majorino, già passato alle cronache nazionali per aver detto, tra l’altro, che le maestre dovevano guardarsi dal chiedere ai bambini di disegnare la mamma e il papà perché questo poteva risultare discriminatorio nei confronti dei figli delle coppie gay.

I lamenti contro l’immobilismo del governo

A onor del vero va detto che Majorino non ha scoperto oggi che esiste un problema immigrazione, ma anzi ormai da tempo lamenta l’impossibilità di accogliere tutti indiscriminatamente, spesso e volentieri puntando l’indice contro il governo. Certo, puntandolo più volentieri contro il solo ministro dell’Interno piuttosto che contro qualche membro eccellente del suo partito, il Pd, ma comunque lamentando l’assenza di una «iniziativa politica» che ricade come responsabilità su tutta la squadra di Palazzo Chigi, a partire dal suo vertice.

Così Majorino ha “cambiato verso”

Ciò che rende particolarmente interessante la parabola dell’assessore è, però, il punto di partenza, che smaschera tutta l’ipocrisia o anche solo tutta l’inadeguatezza delle posizioni ideologiche sul tema. Assai diverse erano, infatti, le parole e le azioni del Majorino neo-nominato membro della giunta Pisapia, che nel 2011 rivendicava di aver aperto gli asili anche ai figli degli immigrati irregolari, infischiandosene delle polemiche sulle graduatorie “dopate” perché «non esistono persone di serie A e di serie B»; che unico in Italia avocava a sé le competenze della Prefettura dicendo che Milano «ha la possibilità di accogliere queste persone con serenità e senso di responsabilità»; che dava degli «psicopatici» a chi, per quanto con modalità grossolane e non condivisibili, poneva il problema dell’accoglienza indiscriminata. «Rappresentano tutto ciò a cui sono contento di oppormi con la mia politica», diceva allora Majorino. Nel frattempo, però, «Milano ha dato» e anche le sue convinzioni hanno dovuto “cambiare verso”.