Landini beffardo con Renzi: “La Fiom ha più iscritti del Pd”

Landini replica beffardo a Renzi. E lo fa dal salotto della Gruber a Otto e Mezzo su La7: “Che abbia perso come sindacalista è una sciocchezza pura. A Renzi vorrei ricordare che la Fiom ha 350mila iscritti, più del suo partito. E la gente che è iscritta alla Fiom paga una quota ogni mese, noi non facciamo cene da mille euro”. Landini va giù duro anche sul nervo scoperto del bullismo del premier: vi scorge una sorta di deriva autoritaria. “C’è un Parlamento eletto con una legge incostituzionale, un premier che non è stato eletto e che cancella lo Statuto dei lavoratori, va avanti a colpi di fiducia; per la prima una maggioranza in Parlamento ha deciso di difendere solo una parte, la Confindustria: è a rischio la tenuta democratica del paese”.

“Da Berlusconi alla Fiom”

Landini non ci sta al gioco del premier. “Solo lui può giocare a 360 gradi, da Berlusconi alla Fiom, e gli altri invece devono giocare sul terreno che decide lui?”. Sulla questione della politica, Landini continua a schermirsi.  “Non ci penso proprio a entrare in politica, al premier forse farebbe piacere che io entrassi in politica nel ruolo che decide lui, invece sto nel ruolo che decido io: faccio il sindacalista”. E poi ribadisce: “Alla Fiat non abbiamo perso ma vinto: la Corte costituzionale ci ha permesso di rientrare, invece l’obiettivo della Fiat era cacciarci fuori. Non mi sento affatto sconfitto.  Il fatto è che a “Renzi, che è un bravo comunicatore, a cui piace descrivere il mondo come lo vede lui”.

 

“Il salario dei lavoratori Fiat è più basso degli altri lavoratori metalmeccanici italiani. Dico: per fortuna ha iniziato ad investire”. Lo afferma il leader della Fiom Maurizio Landini a “Otto e mezzo”. Landini rivendica la chiusura di accordi “con Wolkswagen, Ducati, Lamborghini dove si si lavora anche sabato e domenica ma anziché 40 ore se ne fanno 30”. “Se si investe gli accordi li facciamo”, aggiunge. Con il segretario della Cgil Susanna Camusso oggi “abbiamo discusso di come affrontare la situazione. Sono pronto, dentro quello schema lì, a fare la mia parte. Prima vogliamo presentare un disegno di lavoro per tutelare davvero i lavoratori e che riformi il mercato del lavoro, poi non è escluso che raccogliamo delle firme” per correggere il Jobs Act. Lo afferma il leader della Fiom Maurizio Landini a “Otto e mezzo”.