La Russa: costruiamo con la Lega il fronte anti-Renzi e anti-Europa

Il cantiere per riaggregare il centrodestra e costruire una alternativa al governo Renzi è aperto. In una intervista al Giornale, Ignazio La Russa indica la strada da percorrere dopo che Lega e Fratelli d’Italia hanno votato compatti per Feltri nelle elezioni per il nuovo capo dello Stato. Il primo appuntamento è fissato per il 28 ottobre a Roma, in occasione della prevista manifestazione di Salvini a Piazza del Popolo. Prima di quella data ci sarà un appello comune per chiamare a raccolta chi vuole costruire una alternativa concreta alla sinistra. “Stiamo lavorando a costruire un fronte articolato – assicura La Russa – con tre iniziative contro Renzi e il Patto del Nazareno”.

Per La Russa il banco di prova saranno le Regionali

A marzo, in vista delle elezioni regionali, Lega e Fratelli d’Italia prenderanno iniziativecomuni. Proprio le elezioni regionali saranno il banco di prova della nuova alleanza. Ma la sfida più consistente arriverà dopoPasqua quando, con ogni probabilità, insieme a Meloni e Salvini sarà a Roma Marine Le Pen.Marine Le Pen – sottolinea il dirigente di Fratelli d’Italia – è entusiasta di appoggiare un progetto legato ad un’area politica, più che a un singolo partito. Posso dire che la Le Pen con Meloni e Salvini ha un sicuro feeling”. L’idea che sta animando il cantiere è quella di riaggregare, appunto, intorno a un fronte anti-Renzi e contro l’Europa della Merkel e dell’austerità quanti hanno a cuore un progetto alternativo alla sinistra renziana. La novità è che, questa volta, l’intesa tra Lega e Fratelli d’Italia non passa attraverso la
mediazione di Forza Italia. Essere alternativi alla sinistra e a Renzi, spiega lo stesso La Russa, taglia fuori chi come il Nuovo centrodestra fa parte dell’esecutivo, e chi, come Forza Italia, mantiene ancora in piedi il Patto del Nazareno. Al momento questo è il quadro. Anche se le regionali diranno in maniera più netta quali potranno essere le eventuali evoluzioni. “Ora occorre coagularsi intorno a una linea chiara”, taglia corto Ignazio La Russa.”Dopo l’elezione del presidente, penso si possa dire che il patto del Nazareno non porta da nessuna parte. Ben vengano i confronti sulle riforme con la maggioranza, ma senza patti dal contenuto castrante per le nostre tesi a partire dalla elezione diretta del capo dello Stato, sempre proposta da Fdi e mai presa seriamente in considerazione dagli altri”.