La Boldrini e quei soldi anticipati dalla Camera e poi restituiti….

Una nottata in albergo a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, 150 euro con fattura che Laura Boldrini si sarebbe fatti anticipare dalla Camera dei Deputati che lei stessa presiede. Libero riprende una notizia data dallo stesso quotidiano lo scorso 24 gennaio per dare conto di una risposta avuta su quelle spese sostenute dal presidente della Camera per partecipare alla mostra pittorica “Coordinate celesti” del fratello Andrea, i cui costi sarebbero stati anticipati dalle casse pubbliche. A distanza di un mese il capo dell’uffico cerimoniale Sorbello ammette di aver richiesto alla segreteria della Camera una cifra di 700 euro per effettuare una “missione di servizio” al seguito del presidente Boldrini e di averne restituiti 589, utilizzandone per vitto e alloggio 111. A questi soldi si sono poi aggiunti quelli che Sorbello avrebbe prestato “con risorse personali”, sostiene lui, a Laura Boldrini, salvo poi vedersi restituita la somma dalla stessa. Un mistero chiarito solo in parte: perché Sorbello chiede risorse per sè ma poi le anticipa personalmente alla Boldrini? Secondo Libero, che dà conto dei chiarimenti forniti dagli uffici della presidenza della Camera, non tutti gli aspetti della vicenda, sollevata dal Codacons, sono cristallini.

L’esposto del Codacons sulle spese della Boldrini

L’associazione dei consumatori aveva chiesto chiarimenti su un soggiorno della presidente della Camera Laura Boldrini presso una struttura alberghiera di Grottammare, nella provincia di Ascoli Piceno, presso l’albergo “Casa Pazzi” avvenuto in data 7 dicembre 2013. «In tale circostanza – secondo il Codacons – il costo del soggiorno sarebbe stato anticipato dalla Camera dei Deputati, pur trattandosi di un viaggio a titolo strettamente personale, e successivamente la relativa somma spesa interamente restituita dalla Boldrini». Ieri l’udienza e le dichiarazioni sul prestito “temporaneo” fatto a titolo personale alla Boldrini…

La difesa della Boldrini

«Nessun esborso pubblico per Grottammare»: il portavoce della presidente della Camera Laura Boldrini aveva replicato così al Codacons, che aveva presentato un esposto al Consiglio di Giurisdizione di Montecitorio affinché fosse fatta una verifica sul soggiorno di Boldrini presso una struttura alberghiera della località marchigiana. «Il Consiglio di Giurisdizione della Camera ha già chiarito di non aver assunto alcuna decisione sul ricorso promosso dal Codacons, come invece l’associazione ha erroneamente comunicato», aveva detto il portavoce Roberto Natale. «È utile aggiungere che, per il pernottamento della presidente Boldrini a Grottammare la sera del 7 dicembre 2013, non vi è stato alcun utilizzo di soldi pubblici, neanche in forma di anticipo. Per completezza di informazione, ha aggiunto Natale, la somma di cui si parla ammonta a 150 euro».