Subito un intervento militare in Libia. L’Italia non perda altro tempo

L’Italia non può perdere altro tempo, deve quanto prima promuovere e avviare un intervento militare in Libia. Il tempo ormai è scaduto, le bandiere del Califfato dell’Isis sventolano a qualche centinaia di chilometri dal nostro suolo e non si può più essere un paese prudente se non adirittura remissivo. Ovviamento un intervento militare in Libia va fatto guidando una coalizione di alleati quanto più ampia possibile e sotto l’egida delle Nazioni unite – che però ci mettono molto tempo a decidere – o meglio ancora della Nato. Gli integralisti islamici hanno ufficialmente annunciato che puntano su Roma, città simbolo della loro guerra alla cristianità, all’Europa e alla civiltà occidentale. La loro vicinanza deve far temere davvero. Sirte è a 1.450 dal suolo italiano e Tripoli è ancora più vicina.

Renzi sbaglia se tentenna sull’intervento militare in Libia

Senza falsi infingimenti va detto che ormai corriamo due rischi concreti: il primo è che siamo a gettata di missili da parte dell’Isis, il secondo è che la fuga di profughi dalla Libia verso l’Italia sarà un’ottima occasione per gli uomini del Califfato per infiltrare addestrati kamikaze che saranno poi accolti nel nostro Paese. I fatti parlano chiaro e il tempo della prudenza è scaduto. Il presidente del consiglio Matteo Renzi fa il diplomatico quando frena e dice che “non è il momento di azioni militari”, ma sa bene che non è così. E’ evidente che va fatto un lavoro su un doppio binario, da un lato usare la forza contro chi minaccia la nostra libertà e la nostra sovranità e dall’altro mettere in campo una seria azione diplomatica per trovare un’intesa con tribù e fazioni libiche per isolare gli integralisti e favorirne la cacciata dalla Libia.

Mattarella intervenne nei Balcani senza alcuna esitazione

Se vuol fare gli interessi dell’Italia Renzi si ispiri al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che quando era vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro della Difesa del governo presieduto da Massimo D’Alema non esitò a mandare i nostri aerei a bombardare nell’area dei Balcani per difendere l’Italia da seri pericoli. Allora Mattarella e D’Alema intervennero con la Nato e addirittura ancor prima di ricevere il via libera dal Parlamento. Adesso c’è una maggioranza parlamentare pronta a dare il via libera ad un intervento militare in Libia e l’Italia deve subito azionare la diplomazia per coinvolgere la Nato e l’Onu e per avviare negoziati in loco. Il rischio è che perdendo altro tempo il nostro paese appaia ancora una volta il ventre molle dell’Europa e dell’Occidente e quindi il miglior obiettivo per i terroristi. Se la minaccia e la vicinanza territoriale riguardassero Francia, Germania o Usa gli aerei militari starebbero già rullando sulle piste.