Immigrati, i “falsi buoni” provocano solo morti. Salvini attacca Alfano

Rapporti sempre più tesi tra Lega e Nuovo centrodestra. L’ultima tragedia del mare, con le nuove vittime di migranti nel Mediterraneo, spinge Salvini ad attaccare Alfano, la politica del governo e l’operazione Triton, ossia le nuove modalità con cui l’Europa intende gestire il fenomeno migratorio. Il leader della Lega Nord ha usato toni accesi di condanna e parlato di “altro sangue sulle coscienze sporche dei falsi buoni”. Ha annunciato che chiederà al presidente della Commissione europea Jean Claude Junker di sospendere Triton e sollecitato le dimissioni del ministro dell’Interno, Alfano.  Di tutta risposta, Maurizio Sacconi, senatore ed ex presidente del gruppo di Area popolare (Ncd-Udc), lo ha accusato di cinismo.

Sacconi difende l’operazione Triton

Secondo Sacconi un grande fenomeno come quello delle migrazioni indotte, oltre che dalla fame, dai conflitti e dalle persecuzioni viene quotidianamente piegato alla piccola polemica interna. “Interna alla politica italiana – ha detto l’ex ministro del Lavoro – e in modo ancor più specifico al centrodestra per avere la leadership sulle sue macerie”. Dal suo punto di vista, l’operazione Triton rappresenterebbe “l’unico, vero risultato del semestre europeo a guida italiana”. Perchè. spiega, con queste nuove modalità non solo si è superato Mare nostrum , ma si è “conquistata” una dimensione europea nel controllo del Mediterraneo e l’integrazione di coloro che accettiamo”. Insomma, per Sacconi è “scellerata” la politica di chi “banalizza le tragedie usandole per piccoli scopi”.

L’operazione Triton è fallita

Con tutto il rispetto per difesa d’ufficio di Sacconi verso Alfano e il governo Renzi, a noi non sembra proprio che la questione stia in questi termini. Lultima tragedia nel Mediterraneo dimostra, al contrario,  tutti i limiti della operazione Triton , presentata come la panacea di tutti i mali. La verità è che fin quando l’Europa non prenderà piena coscienza del fenomeno migratorio, contenendolo e contrastandone le forme di sfruttamento  più evidenti, colpendo duramente l’ignobile mercato di esseri umani che lo sottende e lo alimenta, tragedie come l’ultima si ripeteranno. Nè basta ad evitarle il falso umanitarismo di chi , ipocritamente, non ha il coraggio di prendere di petto il problema, adottando nuove e coraggiose misure. L’asprezza dei toni e la virulenza delle parole non può servire da alibi per lasciare che tutto resti così com’è. Il Mediterraneo non può continuare ad essere  il cimitero dei disperati del Mondo.