I quotidiani del 9 febbraio visti da destra: dieci articoli da non perdere

Una selezione degli articoli di giornata vista da destra: le riforme e lo strappo tra Forza Italia e Matteo Renzi occupano le prime pagine dei principali quotidiani. A tener banco anche le polemiche infuocate sulle ultime discutibili scelte di Ignazio Marino: dalla zona a luce rosse da sperimentare all’Eur fino alla svendita del patrimonio immobiliare capitolino. Quindi, il dibattito politico sulla casa comune della destra lanciato da Isabella Rauti all’Adriano e echi della trasferta siciliana di Matteo Salvini.

1)  Faremo opposizione a 360 gradi  (Corriere della sera, pag.6)

Silvio Berlusconi conferma a viva voce la rottura del patto del Nazareno: lo definisce «un peso del quale si è liberato. E mentre Renzi apre alle unioni civili come mossa ritorsiva per la fine dell’accordo di non belligeranza tra azzurri e democratici, il leader di Forza Italia indica le coordinate del nuovo corso: boccia l’intero impianto dell’Italicum e dice no in particolare a premio di lista e sbarramento al 3%.

2) Renzi è un ducetto. Il Nazareno una fregatura (Libero, pag.6)

La reazione a quella che Silvio Berlusconi ha definito la deriva autoritaria renziana è dura e circostanziata. Alla vigilia di una intensa settimana che da martedì 10 prevede un calendario fitto di appuntamenti (con votazioni dalle 9 alle 23 fino a sabato compreso) concentrati sulle riforme costituzionali, il numero uno di Forza Italia accusa il premier di «non perseguire il bene comune». Duro lo sfogo di FI: «Il Pd non ha rispettato i patti per puro interesse di parte». E ancora: «Si impegnano su leggi di rilievo ma certamente non urgenti» (vedi l’accelerazione dell’esecutivo sulle frequenze tv e sull’anticorruzione). «Una fretta sospetta che il Cavaliere interpreta come un messaggio intimidatorio diretto a lui».

3) La rottamazione secondo Matteo: occupare i posti chiave con gli amici (il Giornale, pag.2)

L’articolo in seconda pagina del quotidiano di Alessandro Sallusti lo definisce lo «spoil system» in salsa fiorentina.  Il nodo sono le nomine ai vertici isittuzionali e nei cda delle partecipate e le modalità per arrivare a definirle, rispetto alle quali il premier portabandiera della rottamazione dimostra di non voler affatto sradicare e archiviare vecchie e consolidate abitudini. E scrive il Giornale, «al contrario dei politici che seguivano il manuale Cencelli, Matteo Renzi accentra, licenzia e sostituisce a sopresa senza seguire schemi preconfezionati». Tra i punti nevralgici, la messa a fuoco del mirino su Rai e Consiglio di Stato: la strategia è chiara e la lista degli obiettivi da centrare ben circostanziata.

4) Rauti: «Adesso riuniamo tutte le destre» (Il Tempo, pag.5)

In veste di portavoce nazionale del movimento Prima l’Italia, Isabella Rauti ha lanciato dalle sale del Cinema Adriano di Roma #UnNuovoInizio: un percorso comune per riunire le anime della destra, alternativo alla sinistra e alla sfida del renzismo. Ad applaudirla in sala il marito Gianni Alemanno (presidente del movimento) e diversi esponenti politici della destra. Tra gli altri, Ignazio La Russa e Francesco Storace, Adolfo UrsoFranco Mugnai, Domenico NaniaRoberto Menia. E il dibattito riparte dal riconoscimento di un passato solido e della necessità di una «casa comune».

5) Luci rosse, lite Marino-prefetto (Il Messaggero, pag.1 Cronaca di Roma)

Caos Eur a luci rosse: l’ultima trovata del sindaco Marino. Non accennano a diminuire le polemiche scaturite dalla scelta del primo cittadino della Capitale di creare in via sperimentale all’Eur una zona a luci rosse. Una decisione contestata in maniera bipartisan, che in queste ore sta animando lo scontro diretto tra Marino e il prefetto Giuseppe Pecoraro. E proprio nel giorno in cui in Consiglio si parlerà di sicurezza…

6)  L’ultima del sindaco Marino: svendere gli immobili di pregio (il Giornale, pag.5)

La Giunta di Roma punta a fare cassa svendendo oltre 600 edifici situati per la maggior parte dei casi nel centro storico della capitale. Appartamenti di diverso taglio all’asta con sconti del 30% agli inquilini che già pagano affitti inesistenti. Il centrodestra insorge contro un’operazione che rischia di svendere  e deprezzare l’importante patrimonio immobiliare capitolino.

7)  Salvini a Palermo chiede perdono al Sud (Il Tempo, pag. 4)

Salvini superstar nella “Giornata dell’orgoglio terrone”. Il leader del Carroccio in trasferta a Palermo sfoggia l’immancabile felpa con la scritta Sicilia e il simbolo della Trinacria e – tra chi lo bersaglia di uova e ortaggi e chi inneggia a lui «accogliendolo come un profeta» – chiede scusa alla Sicilia in particolare e al Sud in generale per le intemperanze e gli estremismi della Lega prima maniera.

8) Il ministro Boschi: «Sulla legge elettorale non si torna indietro» (La Stampa pag.7)

Dopo lo strappo con Forza Italia e in contemporanea con l’eterno psicodramma del divisionismo interno al Pd, in un’intervista al ministro delle Riforme Maria Elena Boschi alla Stampa di Torino lancia un appello a non interrompere il cammino riformista, poi dichiara: «Sulla legge elettorale non si torna indietro». «Non sono preoccupata per i numeri».

9) «Basta con i nominati, servono le preferenze» (la Repubblica pag.6)

In un’intervista al quotidiano di Ezio Mauro l’esponente Pd Francesco Boccia esorta al confronto fra leader e sulla riforma della legge elettorale sostiene: «Niente capilista bloccati, ma preferenze: è l’unico antidoto verro al populismo. Settanta per cento di candidati eletti con questo sistemna, ai partiti al massimo un trenta per cento di nominati».

10)  Il triangolo di fuoco tra Grecia, Spagna e Italia (Il Sole 24 Ore, pag. 1)

L’Europa da rivedere e correggere tra deroghe e rigore in un editoriale a firma di Luca Ricolfi che punta i riflettori sulla politica di Tsipras e sul braccio di ferro tra Atene e Strasburgo. Sullo sfondo anche l’economia italiana e i nodi del Job’s Act e delle rifrome costituzionali.