I quotidiani del 7 febbraio visti da destra: dieci articoli da non perdere

1)  Ecco tutti i trasformisti del Parlamento. Colleghi ora chiedetemi scusa (Il tempo pag 1)

Domenico Scilipoti, nel suo intervento ospitato a  dal quotidiano diretto da Gian Marco Chiocci si rivolge ai “colleghi” trasformisti pretendendo le scuse per il passato. “Rifarei anche oggi la scelta che mi ha portato, alla fine del 2010, a salvare il governo Berlusconi. La rifarei perché era basata sull’interesse comune. Eppure tanti, a sinistra, ancora parlano di compravendita,  nonostante siano stati fatti tutti gli accertamenti del caso”.

2) Le ultime parole famose. Renzi “Chi cambia partito deve lasciare la poltrona” (Libero pag 1)

L’operazione trasformismo targata Renzi occupa la prima pagina di Libero. Nel suo editoriale Maurizio Belpietro accusa il premier: adesso che gli servono i voti si rimanfia i vaffa a Scilipoti. “Quando era in piena rottamazione Matteo attaccava chi cambiava casacca, ora manda avanti la Serracchiani a fare l’elogio dei responsabili”.

3) Le accuse di Bombassei: vogliono conservare il posto in una maggioranza da bulli (Il Corriere della Sera pag 3 )

Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria,  dirigente e finanziatore di Scelta civica, punta l’indice contro gli otto colleghi passati con il Pd a ventiquattr’ore dal congresso. “Lo trovo di cattivo gusto, per me una sorpresa totale”, dice definendo il premier un guascone che si serve di una ” maggioranza bullesca”.

4) Voti blindati in Senato ma si esalta l’opportunismo (Il Corriere della Sera pag 6)

Nella sua Nota Massimo Franco punta i riflettori sull’ottimismo ostentato da Renzi a proposito dei numeri in Senato. Non è soltanto la migrazione della pattuglia di Mario Monti, “che ha il colore dell’opportunismo”, ma anche spezzoni del Movimento Cinquestelle e “costole” del centrodestra ansiose di stare al governo.

5) Venti di guerra. L’Ucraina non diventi il nuovo Kosovo (il Messaggero pag 1)

Che cosa accadrebbe, si interroga Sergio Canciani, se l’Occidente perdesse l’Ucraina? ” Sfogliando vecchi almanacchi e vecchi atlanti ci si accorge che e perderebbe molto di più di una terra di antica nobiltà, potenzialmente ancora molto ricca. Perderebbe il “limes” che nei secoli, e con la spada, difendeva il cristianesimo dalle varie forme dell’espansionismo asiatico”.

6) Eur, da zona chic a “vetrina” (il Tempo pag 15)

Francesco Puglisi  traccia una brevissima storia dell’Eur, da cittadella modello voluta da  Mussolini per l’Esposizione Universale di Roma a quartiere a luci rossi per lucciole alla riscossa. “È questo il segno del cambio dei tempi, dei colori,  è questa la novità che i nostri governatori apportano ad un pezzo di storia della Capitale”.

7) Il vuoto della destra e la calamita del premier  (La Repubblica pag 12)

Stefano Folli nella sua rubrica Il Punto fa notare che l’arrivo degli otto senatori di Scelta civica non cambia la situazione al Senato per Renzi ma è un’operazione “calamita” che potrebbe attirare altri transfughi dalla zona grigia costituita da grillini e centristi delusi.

8) Twitter fa autocritica: troppi attacchi online, ormai siamo lo sfogatoio di violenti e frustrati (la Repubblica pag 23)

“Twitter è diventato lo sfogatoio delle peggiori pulsioni umane, o subumane: aggressioni, insulti, molestie. Non lo dice una celebrity offesa – scrive l’inviato di Repubblica Federico Rampini – è un’autocritica che viene dallo stesso chief executive di Twitter. La società di San Francisco è preoccupata, il suo successo è a rischio”.

9) E’ truffa, Renzi compra i voti (Il Giornale pag 1)

Il quotidiano diretto da Belpietro in prima pagina punta i riflettori sui giochi sporchi di palazzo e l’acquisto dei parlamentari montiani da parte del Pd. “Missione compiuta”, scrive Salvatore Tramontano, “ora il loden può essere riposto nell’armadio delle cose inutili. A questo punto si può mettere il sigillo su quella meteora politica che è stata il montismo”.

10) Isis: “Americana uccisa dai giordani” (Il Giornale pag 12)

L’unica donna ostaggio americana dello Stato islamico sarebbe morta sotto le bombe dei caccia giordani. L’inviato di guerra Fausto Biloslavo ricostruisce la vicenda ricordando la tragica analogia con le italiane Vanessa e Greta, anche la statunitense cooperante con simpatie per i ribelli. Il Pentagono non conferma, per la Giordania è solo propaganda.