«I nomadi non sono Razza Piave»: zittiti i familiari del rapinatore rom

Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso ha replicato duramente e opportunamente ai familiari del nomade Albano Cassol, 41 anni morto a Ponte di Nanto durante la rapina che stava portando a termine insieme ad alcuni complici  armati di kalashnikov e picconi alla gioielleria Zancan. «Razza Piave è un emblema sacro al popolo veneto. I nomadi non saranno mai Razza Piave».

I nomadi non sono Razza Piave

La presa di posizione nasce dalle affermazioni assurde fatte dai familiari del rapinatore rom che addirittura accusano la politica. «I familiari di Cassol chiedono che i politici la smettano di attaccarli, perché sono nati a Montebelluna, o a Treviso, o a Vicenza e affermano di essere Razza Piave. Ma i nomadi in questo caso non si comportano da Razza Piave: «Una famiglia veneta – spiega Muraro – toccata da questo episodio, si sarebbe ritirata nel silenzio e nel dolore di aver perso un familiare. Non avrebbe mai giustificato o rivendicato giustizia; chiusa nella vergogna di un fatto increscioso e illegale».

«Io sto con il benzinaio»

La pretesa di rivalsa è assurda. «Non si può giustificare chi fa una rapina, dove potevano perdere la vita persone che onestamente facevano il proprio lavoro. Non vorrei che si pensasse al razzismo, ma vorrei che almeno una volta si andasse oltre le parole e si giudicassero i fatti così come sono avvenuti.Io sto con Graziano Stacchio, il benzinaio di Nanto», ribadisce Muraro in riferimento al benzinaio coraggioso che ha difeso la vita delle persone che avrebbero potuto perdere la vita durante l’azione criminale. Il presidente della Provincia chiarisce ai familiari la distinzione tra nomadi e il senso del termine che i familiari del rom sbandierano come un emblema. “Razza Piave” è un termine che conò Gianni Brera per distinguere i caratteri dei calciatori “nordici”. Qui non c’è nulla di tutto questo: «Razza Piave non va intesa come razza ma come modo di essere, di comportarsi, di affrontare la quotidianità con tenacia e forza. Desidero rassicurare i familiari di Cassol che continuerò ad attaccare chiunque voglia toglierci ciò che la storia ci ha dato».