I giornali del 24 febbraio visti da destra: dieci titoli da non perdere

I giornali di oggi dedicano spazio alla spaccatura della Lega per le elezioni in Veneto e in generale alle divisioni in seno alla destra. Le interviste a Maurizio Gasparri, Renato Schifani e Gianfranco Fini. Poi, ancora, le critiche ai finanziamenti al marito della Madia, il “salvataggio” economico dell’Ncd, la manovra del governo greco, il sondaggio favorevole a Marine Le Pen in Francia, il dibattito sulla legge che punisce il negazionismo, la polemica sui quartieri a luce rossa.

1) Anche Maroni contro Tosi: la Lega spaccata per il voto in Veneto (il Giornale, pag.9)

Il governatore della Lombardia ed ex segretario della Lega, Roberto Maroni, si schiera dalla parte del governatore uscente del Veneto, Luca Zaia: «E’ lui l’unico nostro candidato». Ma il sindaco di Verona, Flavio Tosi, non demorde pensa ancora di candidarsi – scrive Massimiliano Scafi sul Giornale – semmai con l’appoggio di Forza Italia e Ncs. Il segretario Salvini: «Assurdo che Tosi non venga sabato a Roma».

2) Intervista a Schifani: la Lega sa solo contestare e Forza Italia deve scegliere con chi stare (Corriere della Sera, pag.8)

Renato Schifani, capogruppo del Nuovo Centrodestra al Senato, intervistato da Paola Di Caro sul Corriere della Sera, spiega che l’obiettivo è governare fino al 2018. Riguardo ai rapporti con le altre forze di centrodestra, accusa la Lega di saper solo contestare e invita Forza Italia a scegliere da quale parte stare: «O noi o loro (la Lega, ndr)».

3) Intervista a Fini: sono pronto a lavorare per una nuova destra non lepenista (la Repubblica, pag.11)

Gianfranco Fini, ex presidente della Camera e dello scomparso partito Futuro e Libertà, intervistato da Alessandra Longo su Repubblica, annuncia di essere pronto ad impegnarsi per una nuova destra di governo e anti-Le Pen. La Meloni (che Fini volle al governo, ndr)? «Una grande delusione. E’ diventata una costola della Lega, la sua mascotte».

4) Intervista a Gasparri: se il premier mi offende io rispondo d’impulso (Corriere della Sera, pag.11)

Maurizio Gasparri, vicepresidente dei senatori di Forza Italia, intervistato da Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera, attacca il premier: «Perché deve offendermi in quel modo? Perché dev’essere così sprezzante con il mio cognome? Vuole cambiare la legge che porta il mio cognome? Perfetto, non c’è niente di eterno a questo mondo. Se ne discute… perché deve offendermi?».

5) Chi finanzia i film dei coniugi Madia (Libero, pagg. 1 e 2)

Generosi finanziamenti al marito del ministro Marianna Madia, il produttore cinematografico Mario Gianani. Enrico Paoli ricorda su Libero che la Regione Lazio (a guida Pd) nel 2014 ha versato 1,8 milioni di euro per sette pellicole prodotte dal marito del ministro. In uno dei film protagonisti erano i nomadi, in un altro ha recitato anche la Madia. Tutto regolare per la Regione Lazio.

6) Il decreto Milleproroghe salva l’Ncd: avrà il 2 per mille e le detrazioni (il Fatto Quotidiano, pag.2)

Secondo quanto scrivono Marco Palombi e Paola Zanca sul Fatto Quotidiano, il decreto Milleproroghe ha di fatto salvato il partito di Alfano da una possibile bancarotta. Complici le dimissioni dei “controllori” della commissione Trasparenza, gli alfaniani stavano per perdere i benefici fiscali. Ma ora è tutto a posto.

7) Marine Le Pen “vola” al 30 per cento secondo i sondaggi (Corriere della Sera, pag.17)

Secondo il sondaggio Ifop Marine Le Pen è al 30 per cento e il suo Front National si conferma primo partito di Francia, davanti all’alleanza fra destra moderata (Ump) e centro (Udi), ferma al 28 per cento, e al partito socialista, attualmente al governo (20 per cento). Fra un mese – ricorda Stefano Montefiori sul Corriere della Sera – i francesi andranno alle urne per le elezioni provinciali.

8) Grecia: Tsipras prepara la patrimoniale, una tassa da sempre cara alla sinistra (La Stampa, pag.5)

La tassa patrimoniale, da sempre richiesta dall’estrema sinistra in Italia, in Grecia probabilmente sarà una realtà. Nella lettera alla Troika e alla Ue gli impegni del governo Tsipras raggiungono il totale di 7,3 miliardi. Dalla lotta all’evasione – scrive Marco Zatterin sulla Stampa – arriveranno 2,5 miliardi e altri 2,3 da quella al contrabbando.

9) Giusto il carcere per i negazionisti dell’Olocausto? (il Fatto Quotidiano, pag.12)

Il Fatto Quotidiano dedica una pagina al dibattito se sia giusto o meno condannare a pena detentiva (fino a 3 anni) chi propaganda la discriminazione razziale e nega la Shoah, secondo quanto prevede la legge varata recentemente al Senato. Le opinioni di Furio Colombo (favorevole: «Lo sterminio non è un’opinione ma un fatto storico») e Massimo Fini (contrario: «Così ci mettiamo sullo stesso piano dei boia di Charlie»).

10) Nei quartieri a luci rosse ci sono schiave non prostitute (Avvenire, pag.3)

La creazione di zone protette – scrive Anna Pozzi su Avvenire – va a vantaggio di criminali e clienti, non certo delle vittime. Occorrono invece educazione e multe contro il rischio di legalizzare la tratta. La “ricetta svedese” delle sanzioni funziona perché si fanno prevenzione e formazione.