Houellebecq dice che la democrazia è finita: «Votare non ha più senso»

«I partiti politici non rappresentano più nulla, votare non ha senso. C’è un grave problema di odio della popolazione verso i propri dirigenti». Michel Houellebecq, autore di ‘Sottomissione‘ (ed. Bompiani), intervistato in esclusiva TV per l’Italia da Ballarò in onda questa sera su Rai3 non fa certo sfoggio di ottimismo. Né per l’oggi né per il domani. Anzi, attacca a testa bassa l’assenza di vera rappresentanza politica e il ruolo sempre più marginale svolto dai partiti nella costruzione del consenso.

Per Houellebecq la democrazia è finita

Nell’intervista per la trasmissione di Giannini, il romanziere transalpino, il cui odierno picco di notorietà è dovuto, suo malgrado, alle stragi di Charlie Hebdo e del supermarket Koscher a Parigi ha rilanciato temi e argomenti che hanno fatto da sfondo al lancio della sua ultima fatica letteraria.  «Ci sono degli elementi – nota Houellebecq – riscontrabili in tutti i Paesi d’Europa, come il crescere di partiti populisti e una forte inquietudine di una parte della popolazione, rispetto ai musulmani. Però poi tutto dipende da come sono configurati i partiti».

Un vero divorzio

Uno dei problemi odierni, spiega ai microfoni  Michel Houellebecq, è «l’assenza di democrazia, il fatto che non ci sia più democrazia in questo Paese. I media non sono presi sul serio, nessuno più crede a ciò che dicono i media». Una diagnosi spietata ma abbastanza conforme alla realtà. Soprattutto quando lo scrittore spiega la contrapposizione netta esistente tra classi sociali anche nella libera Europa: «C’è un odio della popolazione per le elites e delle elites per la popolazione. E’ un vero divorzio ormai».