Hotel a luci rosse: chiesto il proscioglimento per Strauss-Kahn

Sbatti il mostro in prima pagina, poi scopri che l’accusa si basa sul nulla. Il pubblico ministero ha chiesto il proscioglimento “puro e semplice” di Dominique Strauss-Kahn nel processo sul giro di squillo all’Hotel Carlton di Lille, nel nord della Francia. “Né la documentazione giudiziaria, né l’udienza” consentono di dimostrare il reato di sfruttamento aggravato della prostituzione per  Strauss-Kahn, ha detto al termine della requisitoria il procuratore della Repubblica di Lille, Frédéric Fèvre. In mattinata, il procuratore aveva invece chiesto due anni di prigione, di cui uno senza condizionale, per il belga Dominique Alderweireld, alias ‘Dodo la Saumure’, accusato di aver fornito le squillo per i festini a luci rosse al centro dell’inchiesta. Il diretto interessato commenta laconicamente la svolta processuale a suo favore:  “Non c’è niente in questo dossier, erano tre anni e mezzo che lo sapevo”.

Vittima della giustizia-spettacolo

Quello di Strauss-Kahn è il tipico caso dei guai che può provocare una giustizia in cerca di accusati eccellenti unita a un giornalismo votato al sensazionalismo e alla gogna mediatica.  Il 14 maggio 2011 viene arrestato a New York con l’accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera di un albergo presso cui alloggiava a New York. Di qui, dopo quattro giorni, le dimissioni di Strauss-Kahn dalla carica di direttore del Fmi. Le accuse si rivelarono però insussistenti e la procura chiese l’archiviazione il 23 agosto 2011.  Pochi mesi, ma che furono sufficienti a distruggere la vita dell’economista. Il primo a gioire fu Nicolas Sarkozy, che vide messo fuori gioco, senza colpo ferire,  un pericoloso competitore alle elezioni presidenziali dell’anno successivo. E non mancò chi ipotizzò l’intervento di qualche “manina” per incastrare il temibile direttore del Fmi.