Il governo vara il ddl Concorrenza ma Renzi “scappa” ancora sul fisco

Via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge sulla Concorrenza, niente di fatto invece sulla delega fiscale. Il provvedimento è slittato nuovamente, perché, ha sostenuto Matteo Renzi, «Padoan ci serviva a Bruxelles» a trattare sulla Grecia. Poco male, è stata la tesi del premier, perché sul fisco «anche le polemiche delle scorse settimane mi hanno confermato che non possiamo permetterci passi falsi nel racconto esterno».

Sulla delega fiscale «solo alibi»

Solo «alibi e giustificazioni», secondo il presidente della Commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, per il quale il premier si «arrampica sugli specchi». «Siamo davanti all’ennesimo nulla di fatto del governo, e serve a poco dire che oggi il ministro Padoan è all’estero», ha aggiunto Capezzone, che ha ricordato che «dopo un veloce e ottimo lavoro del Parlamento, il governo Renzi ricevette la delega 11 mesi fa… Da allora, si sono visti appena 3 decreti, corrispondenti a mala pena al 10-15% dei contenuti della delega, prima del pasticcio del 24 dicembre. Ed è stato necessario mettere in campo una proroga per evitare che tutto finisse nel cestino».

Le critiche al ddl Concorrenza

È andata meglio sul ddl Concorrenza che, del resto, aveva avuto un iter politico meno accidentato. È stata il ministro dello Sviluppo Federica Guidi a illustrarlo, spiegando che punta a «far calare le tariffe o diminuire i prezzi». «Come ha detto l’Ocse – ha aggiunto Guidi – potrebbe portare a un aumento del Pil fino a 2,6 punti in 5 anni». Il testo, però, non appena annunciato, ha suscito reazioni negative da parte delle categorie chiamate in causa e di soggetti istituzionali coinvolti, a partire dal presidente dell’Autorità sull’Energia, Guido Pier Paolo Bortoni. «Per l’addio al mercato tutelato dell’energia serve «un percorso di accompagnamento che è più o meno tracciato, ma – ha commentato Bortoni – è posto in capo a un soggetto che queste cose di solito non le fa, il ministero dello Sviluppo». «Non chiediamo mai poteri, ma diciamo chi è competente lo faccia», ha chiarito il presidente dell’Authority, aggiungendo che «per fortuna è un ddl».

Ecco cosa prevede il disegno di legge

1) Sconti per Rc auto. Secondo quanto annunciato dal governo, il provvedimento contiene un pacchetto di misure per la comparabilità delle offerte sull’Rc Auto con «l’obbligo da parte delle assicurazione a praticare forti sconti» se il cliente accetta alcune misure, come l’istallazione della scatola nera o il controllo preventivo dei veicoli.

2) Portabilità per i fondi pensione. Una norma dovrebbe favorirla. «Per le comunicazioni abbiamo eliminato le asimmetrie tra l’accensione del contratto e la possibilità di recesso inserendo una maggior congruità in caso di recesso», ha detto Guidi.

3) Per l’energia fine del regime di maggior tutela dal 2018. L’abolizione riguarda energia e gas. «Abbiamo previsto tre anni di tempo perché riteniamo che per arrivare a una modifica di grande portata come questa ci voglia un percorso che accompagni questa rivoluzione», ha spiegato Guidi.

4) Basta notaio per compravendite sotto i 100mila euro. La norma riguarda gli immobili non abitativi e prevede la possibilità di andare semplicemente dall’avvocato. L’atto notarile non servirà più anche per la costituzione di Srl semplificate, per le quali si potrà ricorrere invece alla firma digitale.

5) Società di capitali per farmacie e avvocati. «Ci sembrava moderno togliere il vincolo esistente delle 4 licenze per titolarità delle farmacie eliminato il tetto. E per irrobustirle da punto vista patrimoniale abbiamo inserito la possibilità di avere società di capitali», ha detto il ministro Guidi, aggiungendo che anche le società di avvocati potranno avere soci di capitale.