Giorno del Ricordo, Rampelli: «Alla Camera atteggiamento desolante»

La necessità di chiedere un momento di riflessione. La coincidenza delle votazioni che hanno di fatto impedito ai deputati di partecipare alla cerimonia ufficiale. La generale sensazione che manchi il dovuto rispetto per quella tragedia. Intervenendo in aula, Fabio Rampelli ha svolto un intervento molto critico sul modo in cui alla Camera è stato celebrato il Giorno del Ricordo.

Per il Giorno del Ricordo «un quadro desolante»

Il capogruppo di Fratelli d’Italia ha parlato di un «quadro desolante», in cui «si dimostra di non avere rispetto per la tragedia che ha colpito migliaia di famiglie italiane infoibate sul confine orientale, donne, bambini e anziani gettati in precipizi rocciosi profondi centinaia di metri e lasciati morire di dolore e stenti senza pietà». Un quadro che si è delineato con «due minuti per celebrare il Giorno del Ricordo in un’aula deserta e dopo insistenti nostre richieste» e con il «divieto ai deputati di partecipare alla commemorazione prevista in Sala della Regina, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per concomitanti e ostinate votazioni sulle riforme costituzionali che non hanno alcuna scadenza».

La provocazione: non resta che sperare in Carlo Conti?

Una vicenda da cui, per Rampelli, emerge che «non c’è pentimento da parte delle istituzioni per l’oblio riservato a tutti quegli italiani costretti all’esodo, all’abbandono dei propri beni e dei propri affetti, agli insulti con i quali folle di comunisti li accoglievano alle stazioni e nei porti d’approdo». «Non c’è consapevolezza della necessità di ricomporre la memoria storica del popolo italiano, considerando le vittime istriane, giuliano e dalmate, ma anche quelle delle guerre di Russia, Albania, Grecia, Egitto, Etiopia, come vittime italiane, prive di connotazione politico-ideologica e cadute per l’Italia e non per il suo regime», ha detto ancora il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, aggiungendo che «non resta a questo punto che affidarsi a Sanremo e alla Rai, nella speranza che l’annunciata commemorazione di Conti sia più seria delle sceneggiate del Palazzo».