Gasparri: troppe vicende oscure, stop al decreto sulle banche popolari

Da un lato il leader del Carroccio, Matteo Salvini, che chiede di resettare su «questa vicenda delle banche che in tutto il mondo significherebbe elezioni domani mattina» e che, contestando il decreto sulle Banche Popolari, è tornato a rilanciare dai microfoni di Radio Padania il concetto dell’«inopportunità che sul tema prendesse una decisione anche il ministro Maria Elena Boschi, il cui padre era vice-presidente della Banca Popolare dell’Etruria poi commissariata da Bankitalia». Dall’altro, il tweet del deputato di Forza Italia Luca Squeri che, all’“ingenuità” ribadita ai microfoni di Radio 24 dal ministro dell’Economia – secondo il quale la «speculazione sulle banche popolari» non sarebbe necessariamente «effetto del decreto» – ha replicato cinguettando ironicamente sul web che «sì, la terra è piatta e babbo Natale esiste».

Gasparri sul decreto

Nel mezzo, la dichiarazione affidata ad una nota da Maurizio Gasparri che, nel chiedersi «cos’altro aspetti Renzi a ritirare il decreto sulle banche popolari» dopo «la denuncia della Consob, il commissariamento della Banca dell’Etruria e ora anche l’inchiesta della Procura di Roma», sottolinea contestualmente come il governo abbia «commesso un vero e proprio abuso. Non c’erano – spiega il senatore azzurro – i presupposti di necessità e urgenza per giustificare un decreto. In questa materia serve una seria e lunga riflessione in Parlamento. Le manovre speculative sulle quali ora si sta puntando il faro potrebbero essere state alimentate proprio dall’annuncio del decreto». «Le inquietanti vicende di questi giorni – aggiunge Gasparri – alimentano i sospetti sul corretto operato del governo. Non solo si favorisce la colonizzazione del sistema creditizio italiano, ma è forte il dubbio che sia stato aiutato ad arricchirsi l’amico dell’amico o coperto il devastante buco di bilancio del Monte Paschi. Bisogna agire nella correttezza e nella trasparenza. Il ritiro del decreto – ha quindi concluso il senatore forzista – è l’unica strada per porre fine a una vergognosa speculazione».