Gasparri: l’accordo non c’è più. Ora Renzi e Boschi abbassino le penne

Il Patto è morto, evviva il Patto. Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato di Forza Italia, un passato nel Msi e in An, non aspettava altro.  Ora che l’intesa maldigerita tra Berlusconi e Renzi è arrivata a un binario morto, può rivendicare di averlo sempre detto. Dalle ceneri di quell’accordo – scrive il senatore azzurro  su Il Tempo – può nascere una presenza politica “più chiara”. E spiega: “Senza il soccorso di senatori eletti sotto il simbolo di Berlusconi e promotori di una scissione, Renzi non starebbe a Palazzo Chigi. Quirinale, presidenza del Consiglio, vertici di Camera, Senato, Consulta, Csm, autorità varie sono appannaggio della sinistra. Un monocolore non giustificato dai numeri. Ecco perché il clima di collaborazione in campo istituzionale doveva vedere, per un logico equilibrio, un esponente non Pd sul Colle. Mi risulta che Renzi avesse accettato una scelta condivisa – scrive Gasparri – ne ha parlato con Forza Italia e non solo. Poi, incassato il voto alla legge elettorale al Senato, ha cambiato le carte in tavola. Ottima persona Mattarella, che conosco da anni e stimo, ma pessimo il metodo. Dall’accordo al l’imposizione di un solo nome”. Siamo stati ingenui? Si domanda Gasparri. “Può darsi. Ma collaborare per le riforme con sacrifici reciproci era una scelta saggia. Se invece uno dei due contraenti sceglie l’inganno la saggezza diventa subalternitá. Ora mani libere. Voteremo ciò che condividiamo. E siamo stati determinanti al Senato per cambiare Costituzione e legge elettorale. I numeri sono chiari. Abbassino le penne Renzi e Boschi, arroganti da ridimensionare.