La Francia chiede di sospendere Schengen. Ma a Bruxelles la isolano

Modificare Schengen per combattere meglio il terrorismo e garantire più sicurezza in Europa. È la proposta avanzata dalla Francia al Consiglio affari generali della Ue, che però non ha trovato appoggio da parte degli altri Stati membri.

L’Italia contraria alla modifica di Schengen

Anche l’Italia, rappresentata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi, che ha la delega agli Affari europei, si è detta contraria alla revisione del codice delle frontiere europeo, che prevede il passaggio dei valichi interni senza controlli. Una posizione assunta nonostante anche qui da noi esista un dibattito aperto sulla questione. «Bisogna rafforzare i controlli alle frontiere esterne, ma non rimettere in discussione il principio della libertà di circolazione degli europei», ha spiegato Gozi, aggiungendo che «occorre vedere tutto quello che si può fare con le regole esistenti». Si tratta di una posizione simile a quella assunta dalla Commissione europea, che con il primo vicepresidente Frans Timmermans ha adombrato la possibilità di un effetto “vaso di Pandora” nel caso in cui si arrivasse a una revisione del Codice delle frontiere.

Una stretta anche sul web

Fra le proposte avanzate, anche in questo caso dalla Francia, ha trovato invece più consenso quella di arrivare all’attuazione di un sistema di controllo alle frontiere esterne dei dati delle persone ricercate. Da parte britannica, poi, è stata chiesta una stretta sul web, con la possibilità di cancellare automaticamente i siti che presentano contenuti a sostegno del terrorismo, un po’ come succede con i siti pedopornografici. Una linea condivisa, tra gli altri, da Belgio e Germania.