Folli: non si può parlare di rinascita del Patto del Nazareno

A volte la storia è fatta di dettagli.  Stefano Folli  su Repubblica ne vede almeno due, significativi. Il primo, riguarda la presenza di Berlusconi alla cerimonia di insediamento di Sergio Mattarella. Espulso dal Senato, il Cavaliere ottiene un posto in prima fila grazie al protocollo. Il protocollo va a coprire una esigenza politica. Aiuta a stemperare le tensioni, dopo l’umiliazioe inflitta da Renzi e le polemiche che stanno scuotendo Forza Italia. Un secondo dettaglio significativo, l’editorialista lo scorge nella coincidente decurtazione della pena inflitta all’ex presidente del Consiglio. Una riduzione di tempo (45 giorni) rispetto alla sentenza che ha il sapore di una “mini-grazia”. Anche se non risolve le questioni giudiziari pendenti sul capo di Berlusconi ne’ cancella gli effetti della legge Severino. Fin qui i “dettagli”. Quanto al resto, il ragionamento di Folli punta a dimostrare che , dopo le vicende quirinalizia, non si può parlare di rinascita del “patto del Nazareno”. “Non esiste un heri dicebamus in questa storia”, sostiene, perché “non c’è mai stato un condominio tra Palazzo Chigi e Palazzo Grazioli”. Il “patto” e nient’altro che il frutto di una “convenienza pratica”. Secondo Folli nel gioco ci sono due posizioni molto diverse quanto a forza e potere di incidere. C’è una figura “egemone”, quella di Renzi. Che “da’ le carte e le ritira” a suo piacimento. Dall’altra parte, c’è un personaggio che deve “accettare la realtà”, i cui margini di manovra, in sostanza, sarebbero ridotti al lumicino. Staremo a vedere come la storia finirà, oltre la suggestione dei “dettaglia” richiamati nell’editoriale della Repubblica. Lo stesso Folli, alla fine, non può non ammettere che Renzi non può fare a meno di Forza Italia, ne’ della ritrovata, più apparente che reale in verità , sintonia con Bersani. Un rebus , questo, difficile da decifrare.