Fisco rapace: dal 2011 le tasse sugli immobili sono aumentate del 115%

Le tasse sugli immobili sono aumentate negli ultimi quattro anni del 115%. I dati diffusi dal centro studi della Confcommercio forniscono un quadro davvero impressionante del livello della tassazione raggiunta sugli immobili, a partire dai negozi e dalle civili abitazioni. Si segnala che solo nel 2014 l’aumento della tassazione ha raggiunto il 14,7% rispetto al 2013, arrivando a 31,88 milioni di euro. Quota che, secondo l’ufficio studi della associazione di categoria, “non dovrebbe scendere nel 2015”.

Tasse sempre più alte da Monti a Renzi

Il dato preoccupa soprattutto perché incrocia una crisi economica pesante , dalla quale il Paese non riesce a venir fuori. La crisi del commercio, con negozi che chiudono ad un ritmo impressionante a fronte di un calo costante dei consumi, è resa ancor più grave da un fisco sempre più rapace. Peraltro, il centro studi della Confcommercio smentisce in maniera inequivocabile la leggenda di governi – Da Monti a Renzi, passando per Letta – che non hanno aumentato le tasse. Una bugia dalle gambe corte.

Fisco sempre più iniquo e rapace

Quel che lascia ancor più perplessi è il fatto che, nonostante l’assurdità e l’insostenibilità di un tale livello di tassazione che colpisce gli immobili e comprime il commercio (ma il discorso potrebbe ampliarsi anche ad altri settori), non si vede all’orizzonte nessun cambiamento. Anzi, si continua a insistere su un tale versante, senza immaginare neppure lontanamente una riforma globale della fiscalità che la renda più equa e giusta. A parole, tutti si dicono convinti della necessità di una riforma, ma nei fatti nulla si muove. L’unica novità propinata dal governo di Matteo Renzi, in materia di fisco, è che gli italiani che lavorano (sempre di meno) potranno avere il modello della denuncia dei redditi direttamente a casa loro. Ma i numeri che indicano i prelievi del fisco continuano a salire vertiginosamente.