È finito l’effetto “Charlie”: Hollande in caduta libera nei sondaggi

Hollande è di nuovo in caduta libera nei sentimenti dei francesi. È finito l’effetto “Charlie”, cioè  l’effetto “unità nazionale” come reazione all’ondata di terrorismo, il presidente francese torna a scendere nei sondaggi. È un crollo, perché la discesa avviene in modo netto, con un -8% rispetto ai giorni di gennaio dopo l’assalto a Charlie Hebdo. In febbraio, Hollande – stando alla Ipsos – è ridisceso al 30% della popolarità, una quota comunque superiore di 12 punti a quella di dicembre, prima dell’offensiva terroristica in Francia. Perde 7 punti anche il primo ministro Manuel Valls, che scende al 52% (+16% rispetto a dicembre). Sono davvero lonanti i primi giorni di gennaio quando l’inquilino dell’Eliseo risuscì a intercettare il senso di smarrimento e di paura dei francesi rappresentando la fermezza della Repubblica contro l’ondata jhadista che aveva investito in modo così sconvolgente la società transalpina. La grande manifestazione di Parigi , con milioni di persone nelle strade e la parata degli statisti mondiali aveva indubbimente rappresentato un momento di alta popolarità per il presidente, dandogli l’illusione di aver riconquistato il cuore dei francesi. Ma anche in quella circostanza Hollande commise comunque un errore, non invitando Marine Le Pen all’evento: che unità nazionale è mai quella in cui viene escluso il rappresentante di una grande forza politica, una forza che peraltro risulta in impetuosa crecita di consensi? Oggi, dopo un mese, tutti i nodi vengono al pettine e i cittadini transalpini riscoprono brutalmente la realtà. Ed è una realtà che parla di progressiva perdita di sovranità e di impoverimento della Francia, a vantaggio dell’eurocrazia, della grande finanza e degglli “gnomi”  della Merkel.