Europa League, i tifosi del Feyenoord devastano anche piazza di Spagna

L’enorme schieramento di forze dell’ordine non è servito a prevenire azioni violente e atti vandalici: dopo la rissa di mercoledì sera, i tifosi del Feyenoord sono tornati a fare scorribande nel centro di Roma. Il caos è stato arginato solo grazie alle cariche della polizia. Ed è polemica intorno all’ordinanza anti-alcol di Ignazio Marino.

Piazza di Spagna devastata

Benché fosse tra i luoghi presidiati dagli agenti, in attesa della partita di Europa League, piazza di Spagna è stata teatro di una vera e propria invasione da parte degli ultras olandesi, che non hanno risparmiato i monumenti. La Barcaccia, restaurata di recente, è stata letteralmente circondata dai tifosi, che hanno anche acceso fumogeni colorati, accompagnando il vandalismo con cori da stadio. L’alcol, come durante la rissa della sera precedente, è stato il grande protagonista delle scorribande, avvenute nonostante i contingenti delle forze di polizia schierati sulla scalinata. I tifosi hanno anzi lanciato fumogeni anche contro gli agenti, che hanno risposto con cariche di alleggerimento. A quel punto i tifosi sono stati dispersi, tra passanti e turisti terrorizzati e diversi di loro sono stati fermati. Nel frattempo, però, mentre tra gli agenti si contavano nuovi feriti, la piazza era diventata un campo di battaglia con auto, motorini, cestini della spazzatura devastati e un tappeto di rifiuti e bottiglie ovunque.

Le critiche all’ordinanza anti-alcol

Dure le critiche giunte dalle associazioni dei commercianti, che hanno puntato il dito soprattutto contro l’ordinanza anti-alcol emessa dal Campidoglio. Ha parlato di episodi che hanno «dell’inverosimile» il presidente della Confesercenti di Roma, Rosario Cerra, che, riferendosi in particolare alla rissa della sera a Campo de’ Fiori, ha sottolineato come siano mancati i controlli contro gli abusivi, che così «hanno avuto campo libero» nel vendere alcol ai tifosi, con tutto ciò che ne è seguito. D’accordo anche la Confesercenti, che ha ricordato anche che l’ordinanza è stata frettolosa, mal comunicata e miope: «Come si fa – ha chiesto l’organizzazione – a vietare anche un bicchiere di vino in un ristorante o un bicchiere di prosecco in un hotel?».