Dopo le Fosse Ardeatine Mattarella vada in visita alle Foibe

Ha compiuto un gesto di alto profilo morale e civile, Sergio Mattarella, recandosi in visita alle Fosse Ardeatine come primissimo atto della sua presidenza. L’omaggio alle vittime della barbarie nazista entra nel cuore delle memorie dolorose dell’Italia e comunica un messaggio di attenzione ai sentimenti più profondi custoditi nella nostra storia. Proprio per questo, ci attendiamo dal neopresidente analoga sensibilità per altri drammi dell’anima italiana. Il caso vuole che siamo nell’imminenza del Giorno del Ricordo, che si celebra per l’esattezza il 10 febbraio in onore dei martiri delle Foibe e degli esuli istraniani, fiumani e dalmati, quasi trecentomila italiani che furono costretti ad abbandonare la loro terra e la loro casa all’indomani del Diktat del 1947. Sarebbe bello che, in occasione della ricorrenza,  Mattarella si rechi alla Foiba di Basovizza. Sarebbe un momento di grande ricomposizione morale degli italiani in un momento di crisi economica e sociale e dopo anni di polemiche e lacerazioni.

Una legge bipartisan

La legge che istituì, nel 2004,  il Giorno del Ricordo fu uno degli atti realmente bipartisan compiuti dal Parlamento italiano. Fu votata quasi all’unanimità dalle forze politiche (a dissociarsi fu solo Rifondazione comunista) e rappresentò una delle pagine più belle della recente storia politica nazionale: finalmente fu riconosciuto dalla Repubblica il dramma di migliaia e migliaia di italiani, fino ad allora misconosciuto e occultato dalle istituzioni. C’è però ancora una parte, fortunatamente minoritaria, del Paese, ma comunque  attiva, che    continua a negare la tragedia delle Foibe e dell’Esodo sulla spinta di un livore ideologico che ancora non si placa. Ne sa qualcosa l’attore Simone Cristicchi, che un paio di anni fa divenne il bersaglio di attacchi e ingiurie per aver scritto e portato in scena una pièce sul dramma degli esuli. E vale la pena anche ricordare che non tutte le scuole e le istituzioni locali onorano come dovrebbero il Giorno del Ricordo.

Il valore delle memoria condivisa

Un gesto, una parola, un atto comunque significativo da parte di Mattarella in questa giornata di raccoglimento sarebbe un bellissimo segnale di unità del popolo italiano, un segnale che meritano gli esuli,  le loro famiglie, i parenti delle vittime delle Foibe, insieme a tutti quegli italiani che credono nel valore della memoria condivisa. Proprio il sentimento di unità sembra voler comunicare il neopresidente nell’esordio del suo settennato. Il pensiero del Colle andrà sicuramente alle divisioni prodotte dalla difficile situazione economica dell’Italia. Ma è lecito attendersi che Mattarella consideri non meno importante l’opera di ricucitura degli strappi della storia e della memoria.