Diventa un caso politico lo scontro a “L’Arena” tra Giletti e Capanna

“Giletti? Un poveretto, un mentitore, un giornalista minus. Merita di essere assistito”. Dopo il feroce scontro a “L’Arena” con Giletti che getta in aria il libro di Capanna, reo di tenersi stretto il vitalizio parlamentare (circa 5mila euro al mese),  e Capanna che manda a quel paese il conduttore Rai affibiandogli l’epiteto di demagogo, strapagato con i soldi del canone, la querelle tra i due non si placa. A renderla ancor più furiosa ci pensano al solito Cruciani e Parenzo, nel corso della trasmissione radiofonica “La Zanzara“.

Capanna rincara la dose a La Zanzara

Capanna non si lascia pregare e affonda la lama su Giletti. “Ha fatto una figura di merda? Sì. è indiscutibile. Gli vengono dati 330mila euro all’anno di soldi pubblici, perde la tresibonda, fa un gesto volgare e totalmente indegno: Vespa non avrebbe mai fatto una cazzata come questa. Chiedo che il cda Rai e la commissione parlamentare di Vigilanza aiutino Giletti a darsi una calmata. E’ stato beccato a impostare una trasmissione su 3 dati falsi e dovrà rendersi conto della sua sceneggiata obiettivamente indegna”. A dire il vero, di quel gesto ( il lancio in aria del libro) Giletti ha chiesto scusa all’ex leader storico del Sessantotto. Ma sul resto proprio non ci pensa a fare dietrofront.

La moda dei telepredicatori

Sente di avere dalla sua la popolarità che gli offre il mezzo televisivo. Soprattutto quando afferra per la gola (e le tasche) i politici. Anche se c’è chi ironizza in rete sul fatto che Giletti non sia proprio quel che si dice un prototipo di cuor di leone: se la prende con i politici pensionati, ma con quelli in carica indossa il guanto di velluto. E se il Capanna imbufalito, che se la prende con chi lo tratta come un  “privilegiato” e un ladro, non sorprende più di tanto, è Giletti nei panni del demagogo, il Giletti che si issa, ormai ogni domenica che Dio comanda, a moralista tutto d’un pezzo. che lascia di stucco. Ci riferiamo, ovvio ai telespettatori che non si lasciano suggestionare dalla moda dei telepredicatori in servizio pemanente effettivo che in Rai ha fatto scuola, e adepti a iosa. E’ proprio il caso di dire: a demagogo, demagogo e mezzo. E noi… paghiamo il canone.