Denunciati 69 genitori: i figli minorenni non andavano più a scuola

Altro che registro elettronico, iscrizioni on line, lavagne digitali e super informatizzazione tra i banchi: la scuola perde pezzi continuamente. Letteralmente. L’ultima rilevazione parte dalla denuncia di sessantanove persone denunciate dai carabinieri a Melito Porto Salvo per inosservanza dell’obbligo dell’istruzione scolastica nei confronti dei figli minorenni. I nomi denunciati sarebbero i genitori di alunni di tre differenti istituti scolastici. I carabinieri hanno accertato infatti che padri e madri in questione si disinteressavano degli obblighi scolastici dei figli, nonostante i tentativi delle direzioni didattiche per risolvere la vicenda.

Il “primato” d’Europa

E pensare che solo un paio di mesi fa il rapporto Tackling Early Leaving from Education and Training in Europe, realizzato dal network educativo europeo Eurydice e dal Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale (Cedefop) riportato, tra gli altri, dal Secolo XIX, illustrava il dato secondo cui in Europa gli studenti italiani sono quelli che in percentuale abbandonano di più la scuola, specificando come con il 17% di abbandoni prematuri, l’Italia segue i primati di Spagna (23,6), Malta (20,8), Portogallo (18,9) e Romania (17,3), e aggiungendo inoltre come la connessione tra abbandoni scolastici e la disoccupazione giovanile sia stretta e documentata.

Anatomia di un problema sociale

Generalmente, le cause all’origine dell’abbandono scolastico sono principalmente culturali, sociali ed economiche, spesso legate a un disagio familiare causato magari da un livello di istruzione scarso già patito dai genitori e trasmesso (o imposto?) ai figli, molto spesso condannati a un quasi certo futuro di disoccupazione e crisi. Decisamente inferiore, invece, la percentuale di minori costretti a dire addio precocemente alla vita tra i banchi per motivi individuali, di salute o di equlibrio psicologico (ansia, disturbi di panico, ecc). C’è, infine, anche una notazione di genere da aggiungere: ad abbandonare prima del previsto la scuola sarebbero più i maschi che le ragazze. Questi, in chiave più che sintetica, i confini sociali che determinano, o nel cui ambito si registrano, gli abbandoni scolastici dei ragazzi, voluti o quanto meno sostenuti dai genitori. La domanda da porsi allora diventa: in un contesto di crisi endemizzata come si può sostenere e incentivare una famiglia che non dà alcun credito all’istruzione scolastica dei figli?