Dall’aviazione giordana bombe sull’Isis col nome del pilota ucciso (video)

Re Abdullah II di Giordania in uniforme da combattimento sulla pagina Facebook ufficiale del governo giordano. La controffensiva della Giordania contro l’Isis parte anche da questi segnali. La vendetta «è solo all’inizio» e Amman colpirà «l’Isis ovunque», in Siria e Iraq. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri giordano Nasser Judeh intervistato dalla Cnn all’indomani dei bombardamenti aerei dei caccia di Amman contro postazioni dello Stato islamico. «Operazione martire Muath»: è il nome in codice della rappresaglia contro l’Isis lanciata dall’aviazione giordana (Jaf) dopo la barbara uccisione del pilota Muaz al Kassasbeh. Lo annunciano le Forze armate di Amman in un comunicato. Nella giornata di ieri, «decine di caccia» hanno centrato e «distrutto» postazioni dell’Isis. Non si precisa dove. «Pagheranno per ogni capello di Muath», conclude il comunicato. Dopo la missione, i caccia hanno sorvolato la città natale del pilota. «Mostreremo loro l’inferno». «Da una coraggiosa pilota giordana a Baghdadi»: sono alcuni dei messaggi scritti a mano dai militari di Amman sulle bombe caricate sui caccia prima di lanciare la rappresaglia contro l’Isis. Lo mostra un video pubblicato dalle Forze armate giordane. «Non pensiate che Dio sia all’oscuro di quello che i malfattori stanno facendo», recita invece la scritta su un foglio mostrata da un pilota prima del decollo.

Rania di Giordania in prima fila nella guerra mediatica

La controffensiva non è solo militare ma anche mediatica. Spopola sulla Rete la foto della regina Rania di Giordania ritratta giovedì mentre abbraccia una bimba, parente del pilota militare giordano, Muaz Kassasbe, arso vivo dallo Stato islamico dopo esser stato catturato alla fine di dicembre nel nord della Siria. L’immagine della regina, con i capelli coperti da un velo bianco, simbolo di lutto, che stringe al petto la bimba, anch’essa velata, è l’icona del dolore attorno al quale si è stretto tutto il regno hascemita per il “martirio” di Kassasbe. Rania e re Abdullah si erano recati giovedì a Aye, la località nella regione di Karak che ha dato i natali a Kassasbe e al clan di una delle più influenti tribù giordane.