Dal “Fatto” fango contro Verro, il consigliere Rai che dice no a Renzi

Resiste alla normalizzazione della Rai voluta da Renzi e dalla sinistra. E il  Fatto Quotidiano gli rivolge contro la solita macchina del fango. Travaglio & Company attaccano pesantemente Antonio Verro, il consigliere  di viale Mazzini espresso dal centrodestra, pubblicando il testo di una “lettera” dell’agosto 2010 all’allora premier Silvio Berlusconi per segnalare otto trasmissioni “fortemente connotate da teoremi pregiudizialmente antigovernativi”. Decisamente iperbolico il titolo di prima: “L’Editto bulgaro bis”. I programmi elencati sono: Annozero, Parla con me, Che tempo che fa, In mezz’ora, Report, Ballarò, Lineanotte e Glob.

Una voce fuori dal coro

Di “macchina del fango” parla espressamente Il Mattinale, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati. Secondo la nota la vera “colpa” di  Verro è quella di essere l’unica voce fuori dal coro, all’interno del Cda, circa il piano di riassetto dell’informazione Rai. Si legge sul Mattinale: “Verro, nella fantomatica lettera tutta da verificare nella sua autenticità, ma pubblicata con il tono grave che si riserva ad un corpo del reato – quale poi? – non fa altro che ipotizzare la presenza in studio di un pubblico che sia semplicemente bipartisan e cioè equilibrato, invece che composto dalla solita claque di amici de sinistra tanto cara a Santoro & Co., nei programmi di approfondimento smaccatamente anti governo Berlusconi”. “E perché Il Fatto si sveglia adesso e dopo ben 5 anni decide di pubblicare una corrispondenza privata che non ha alcun tipo di rilevanza, spacciandola per prova inconfutabile di non si sa che cosa? La spiegazione è molto semplice – prosegue la nota -: siamo alla vigilia di un Cda Rai importante, che il prossimo 26 febbraio sarà chiamato a deliberare in ordine al piano di riforma dell’informazione Rai.

Smentita “al 102 per cento”

Intervistato dallo stesso quotidiano di Travaglio, Verro conferma che il suo rapporto con Berlusconi è “quarantennale” e che è “plausibile” gli abbia potuto scrivere una lettera. Smentisce però il contenuto della lettera datata Roma, 25 agosto 2010: “E in agosto lei pensa potessi essere a Roma?”, replica al giornalista. E ancora: “Impossibile che abbia potuto scrivere questo. Indicare il nome della Petruni poi! Smentisco al 100 per cento. No: al 102 per cento”