Crescita Pil, Italia Unica denuncia: «Da Renzi cifre non veritiere»

“Il nuovo numero magico di Matteo Renzi è il 3,6 per cento. Nei calcoli di Palazzo Chigi misurerebbe l’effetto totale delle riforme attuate o promesse dal governo sul PIL da qui al 2020. Peccato che da un’attenta analisi dei documenti governativi stessi emerga che si tratta di cifre non veritiere”. È quanto scrivono gli economisti di Italia Unica, il movimento di Corrado Passera, Massimo Brambilla e Riccardo Puglisi, sul sito del partito www.italiaunica.it a commento delle valutazioni di palazzo Chigi.

Cifre non veritiere

Dopo aver rilevato che non si tratta di una crescita annua ma cumulata sulla quale comunque gli effetti delle misure governative sono pressoché ininfluenti, Brambilla e Puglisi osservano: “Con questo ritmo di “crescita” in assenza di altre riforme servirebbero 18 anni per tornare al PIL Italiano del 2007, e difficilmente si creerebbe occupazione stabile. Se invece in un afflato di buonismo vogliamo guardare al lungo termine (cioè oltre il 2020), gli effetti aggiuntivi delle riforme promesse da Renzi rispetto a quelle già implementate sono pari al 3,4%, cioè la differenza tra il 10,7% degli effetti rispetto a uno scenario senza riforme e gli effetti delle precedenti riforme -pari al 7,3%.

Italia Unica accusa

Questo ben misero 3,4% di effetti aggiuntivi è in larga parte dovuto al capitolo di riforma dell’istruzione, cioè la cosiddetta #LaBuonaScuola, su cui ci si permetta di esprimere più di una perplessità, in quanto a oggi essa appare in larga parte come un’elettoralistica mega-assunzione di precari. Gli effetti automatici delle politiche di Draghi, tassi di interesse a zero, cambio dell’Euro molto favorevole, costo del petrolio dimezzato: queste circostanze favorevoli rappresentano un triplo dividendo che nei prossimi cinque anni potrebbe portare, cumulativamente, una decina di punti percentuali di PIL in più. Se questa crescita non ci sarà vorrà dire che il nostro Governo tiene il freno a mano tirato”.