Cosenza, il Pd non vuole Luttwak: «Attira terroristi, è nel mirino dell’Isis»

Un appello al sindaco di Cosenza Mario Occhiuto è stato rivolto dal vice capogruppo del Pd al Comune Marco Ambrogio per «evitare la venuta in città di personalità come Edward Luttwak, per approfondire gli studi su Alarico».
«Lo chiedo – spiega Ambrogio – perché lo stesso risulta essere presente nella black list dell’Isis e, in questo particolare momento storico, con il fuoco libico in fermento, non mi sembra opportuno esporre la nostra città ad un così elevato rischio attentati. Abbiamo altri modi per poter promuovere e valorizzare la nostra meravigliosa città senza dover ricorrere alla presenza di illustri personalità che assai spesso sono considerate tali per il solo costo del proprio cachet».
«Negli ultimi giorni – afferma inoltre l’esponente dem – la cronaca cittadina é stata particolarmente occupata dalla vicenda che ha interessato la pubblicizzazione della città di Cosenza alla Bit accostata alla figura del boia tedesco Himmler. Non sono entrato nel merito della vicenda perché ho appreso subito della volontà dell’amministrazione Occhiuto di provvedere alla ristampa sostituendo la foto incriminata e, conoscendo la professionalità dei due dirigenti Bilotto e Cerzoso, che hanno curato la brochure, sono certo si sia trattato di una leggerezza, niente più».

Il politologo Luttwak imbarazza il Pd: attira l’Isis, non parli

Ma cosa c’entra il politologo rumeno-ungherese naturalizzato americano Edward Luttwak, autore del celebre e contestatissimo libro “Il colpo di Stato” con il ministro dell’Interno del Terzo Reich e con il Re dei Goti? La trama potrebbe sembrare quella di un libro di Pietrangelo Buttafuoco, in realtà tutto ruota attorno alla misteriosa morte del Re dei Goti, Alarico, che, dopo aver umiliato Roma saccheggiandola, mentre si apprestava a raggiungere l’Africa morì improvvisamente e fu seppellito, così narra la leggenda, assieme a tutto il suo  bottino trafugato a Roma e, in particolare alla Menorah, il simbolico candelabro ebraico a sette braccia, nel letto del fiume Busento a Cosenza. Una leggenda affascinante che conquistò anche Himmler il quale, secondo una brochure fatta stampare dal Comune di Cosenza, nel 1937 avviò una campagna di scavi per trovare il famoso tesoro.
La politica del marketing territoriale ha fatto il resto e il sindaco cosentino, l’architetto Mario Occhiuto, superate agilmente le polemiche per la stampa della brochure che legava Himmler a Cosenza, ha trovato l’uovo di Colombo per dare una visibilità mediatica alla cittadina: ha invitato a spese dell’amministrazione il politologo rumeno-americano Luttwak il quale era venuto a sapere casualmente da amici comuni la vicenda della mitologica e introvabile sepoltura del Re dei Goti. Luttwak, che conosce mezzo mondo e ha ottime relazioni in giro per il globo, ha fatto sapere di essere interessato a sviluppare la vicenda promettendo anche di farsi parte attiva presso alcuni amici israeliani specializzati a monitorare tunnel e gallerie – in quel caso le gallerie scavate dai palestinesi, qui l’anfratto sotto al letto del fiume in cui si troverebbe la sepoltura di Alarico – con una flotta di dreni radiocomandati. Ci sono tutti gli elementi per farne un film hollywoodiano. Sperando che sul finale, magari accompagnati dalla Cavalcata delle Valchirie, non arrivino, attirati da Luttwak anche quei cattivoni dell’Isis.