Corruzione “devastante”. Blocca la crescita. Duro monito della Corte dei Conti

La corruzione è “devastante” e blocca la crescita del Paese. Il presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, non usa mezzi termini per delineare il quadro della situazione economia del Paese e del malaffare dilagante. In occasione della inaugurazione dell’anno giudiziario, alla presenza del Capo dello Sato, il magistrato accusa:”Crisi e corruzione procedono di pari passo, in un circolo vizioso, nel quale l’una è causa ed effetto dell’altra”. L’illegalità ha ormai raggiunto livelli enormi e incide sulle attività di impresa, bloccando, in sostanza, qualunque possibilità di crescita e di sviluppo.

Squitieri denuncia il clima di assuefazione

In un quadro del genere, è sconfortante il clima di “assuefazione”, di rassegnazione al malaffare, ritenendolo “un male senza rimedi”. Non è certo la prima volta che la suprema magistratura contabile solleva l’allarme corruzione. Ma i toni usati, questa volta, dal presidente Squitieri, sono molto più duri e ultimativi. C’è il timore che nel quadro di “estrema fragilità del Paese e di perdurante sfiducia degli operatori”, finiscano col vanifiarsi anche gli “elementi di novità” che pure potrebbero provocare qualche effetto benefico sull’andamento generale della nostra economia. Il pensiero va ad alcuni fattori internazionali come la caduta del prezzo del petrolio, il deprezzamento dell’euro e la maggiore flessibilità annunciata dalla Commissione europea sui conti pubblici e il Quantitative Easing  della Bce.

Squitieri: fattori positivi difficili da decifrare

E’ presto, evidentemente, per stabilire in che termini l’impatto di questi “fattori” inciderà sulla crescita. Prendiamo, ad esempio, il calo del prezzo del petrolio. “Anche se è più probabile che prevalgano effetti propulsivi sul Pil, – analizza il presidente della Corte dei Conti – non si può escludere che l’ulteriore spinta alla discesa dei prezzi possa invece accentuare il deterioramento delle aspettative e portare a nuovi rinvii delle decisioni di spesa e di investimento”. Insomma, ci muoviamo su un terreno sabbioso, in un quadro “composito e difficie da decifrare”. Leggere anche questi “fattori” positivi in un’ottica uniderizionale è sbagliato. E se non possiamo permetterci “una corrzuione dilagnate”, non possiamo neppure permetterci valutazioni azzardate ed errate.