E adesso il Corriere si accorge che Putin non è un mostro

È un bene che anche il Corriere si sia accorto che Vladimir Putin non è il demonio. Perché finalmente si apre uno squarcio di verità nella cappa di conformismo che ha prodotto le sanzioni e il freddo nei rapporti con la Russia. E passi pure che il reportage sia stato  relegato a pagina 21, senza alcun richiamo in prima. L’esperta penna di Paolo Valentino, ha reso comunque evidente tutta la delusione e il malumore nei confronti dell’Europa da parte di quall’intellighentia russa schierata senza se e senza ma a sostegno di Putin e della sua linea politica.

Putin ha il sostegno del popolo e della elité

La volontà americana di punire i russi dopo l’annessione plebiscitaria della Crimea, annessione che significava chiaramente ritorno all’interno dei confini di casa, nonchè  la guerra scatenata dai nazionalisti ucraini contro le province dell’est filorusso, hanno portato alla odierna situazione di crisi tra occidente e Russia. Una crisi con tanto di odiose sanzioni che i russi stanno affrontando con la conosciuta dignità e che, invece, a noi sta costando parecchio in termini di mancato fatturato e di produttività. Una crisi voluta da Obama, e appoggiata dalla miopia della Ue, per piegare Putin che invece, giorno dopo giorno, dimostra di essere compreso e sostenuto dal suo popolo, e soprattutto dall’elité intellettuale, anche nelle difficoltà.

«Lui trattiene l’ondata nazionalista»

Bastino per tutti le affarmazioni di Nikita Mikhalkov, pluripremiato e riverito regista e del politologo Sergei Markov. Entrambi bocciano il procedere dell’Europa e l’aggressività degli Stati Uniti.  Entrambi accusano di miopia  e autolesionismo le classi dirigenti che stanno cercando di strangolare la Russia, al riparo del comodo quanto fasullo alibi ucraino. Ed insieme indicano in Vladimir Putin il leader che sta tenendo a freno quella che ormai è una vera e propria “febbre nazionalista” che soffia dagli Urali alla Kamcatka. Vento di tempesta che il capo del Cremlino sta tenendo a bada e che si sostanzia in una semplice quanto efficace affermazione: “L’Europa ci ha traditi”. «Putin dice che questa è una battaglia per la nostra identità e la nostra indipendenza» spiega Mikhalkov ed è per questo che «i russi lo appoggeranno anche nelle difficoltà». Ancor più netto il parere di Sergei Markov che spiega: «Voi europei dovete dire grazie a Putin, la sua volontà trattiene l’ondata nazionalista». Per i governi europei, a cominciare dal nostro, è giunta l’ora di fermarsi a riflettere.