Condannata la primaria cardiologa. Sperimentazioni sui pazienti ignari

La cardiologa Maria Grazia Modena, ex-primario della Cardiologia del Policlinico di Modena, è stata condannata in abbreviato a quattro anni e all’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici al termine del processo scaturito dall’indagine cosiddetta “Camici sporchi”. La cardiologa è stata riconosciuta colpevole dal gup di Modena di associazione per delinquere, truffa, falso e abuso di ufficio. Prosciolto, invece, l’ex-direttore generale del Policlinico Stefano Cencetti che si era sempre dichiarato all’oscuro della vicenda, mentre sono stati rinviati a giudizio circa trenta degli indagati iniziali.
L’inchiesta dei carabinieri che ha coinvolto la cardiologa Modena, coordinata dal sostituto procuratore di Modena Marco Niccolini, aveva portato allo scoperto le sperimentazioni abusive compiute nel periodo 2009-2011 sui pazienti nel laboratorio di Emodinamica del Policlinico modenese in combutta con alcune aziende che avrebbero pagato tangenti per ottenere queste sperimentazioni illegali. L’accusa aveva chiesto per la cardiologa una condanna a sei anni e sei mesi.
Il caso era scoppiato perché, a un certo punto, venne operato il presidente dell’associazione Amici del Cuore che riportò gravi danni e decise di  denunciare l’accaduto.
Emerse, a quel punto, che vi erano numerose denunce completamente ignorate dalle autorità preposte. Addirittura chi denunciò gli episodi venne costretto ad allontanarsi dal posto di lavoro.

La denuncia del Cimo-Snami ignorata dalle istituzioni

Nel maggio 2011 poi, il Sindacato Cimo-Snami aveva diffuso un dossier che illustrava a tutti la situazione della Cardiologia del Policlinico di Modena, «un’operazione trasparenza per informare la popolazione e per tentare di convincere i controllori del sistema a fare il loro dovere», ricorda la segreteria provinciale di Modena del sindacato medico Cimo-Snami. Al dossier vennero anche allegate tre lettere inedite: «la prima sostenne il sindacato dei medici – che dimostra come già dal 2009 era evidente che la professoressa Modena cercava di evitare ogni tipo di controllo, ed altre due lettere che chiedevano l’intervento della Regione Emilia Romagna di fronte all’inerzia dell’Alta Direzione e del Collegio di Direzione del Policlinico di Modena».
«Più aumentavano i nostri sforzi, più ostile diventava la struttura – ricorda il sindacato dei medici – il risultato finale delle denunce è che sono stati subissati di provvedimenti disciplinari i due responsabili del sindacato, dottor Giovanardi (fratello del parlamentare Carlo Giovanardi, ndr) e la dottoressa Bucciarelli, basandosi su false testimonianze, già documentate come tali, e nonostante questo hanno obbligato il dottor Giovanardi ad una scelta dolorosa: “o immediato pensionamento o sei mesi di sospensione dal lavoro e dallo stipendio».