S’è rotto il Patto: clima da “guerra fredda” tra Berlusconi, Renzi e Alfano

Clima da guerra fredda. Le vicende del Quirinale stanno esasperando i conflitti. Dentro Forza Italia e tra gli alleati di governo. “La rottura è totale, ostentata, dichiarata da Forza Italia e accettata quasi con parole di sollievo dal Pd”, scrive Massimo Franco sulle colonne del Corriere della Sera. Anche se ancora non è chiaro come mai la conclamata fine del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi “continui a suonare reversibile, ambigua, a tratti persino fittizia”. Forse perché finora i due non hanno direttamente ufficializzato la rottura, ma hanno lasciato che la “faccia feroce” la facessero i fedelissimi? Tatticismi? Reazione a caldo? Problemi interni con cui, soprattutto in Forza Italia, si debbono fare i conti? Fatto sta che i gruppi parlamentari sono in subbuglio.

Il potere contrattuale del centrodestra

L’imputato numero uno è il patto del Nazareno: quello che secondo Berlusconi si estendeva al Quirinale,
e che invece il capo del governo ha limitato alle riforme, umiliando Fi e Ncd. Decretarne “la rottura o il congelamento”, secondo l’espressione usata dal consigliere Giovanni Toti, per il Corriere, significa “togliere alla fronda l’arma simbolica più forte nell’offensiva contro il vertice del partito”. Ma poi, l’aver detto che “verranno approvati i provvedimenti più convincenti”, lascia “la porta aperta ad una ripresa della collaborazione”. Può darsi allora che la guerra fredda si trascini per qualche settimana.
Dopo, “il dialogo riprenderà”. La ragione, secondo Massimo Franco, è semplice: perché “il potere contrattuale del centrodestra è minimo”. Tatticismo per tatticismo, anche Renzi muove le pedine nel tentativo di attirare pezzi di Fi o del Movimento 5Stelle, con l’obiettivo di aumentare la pressione su Alfano e di “arginare l’accusa di cedevolezza e di subalternità alla sinistra che proviene dall’interno del Ncd”. C’è poi anche “un filo di irritazione per le parole liquidatorie di Renzi alla richiesta di una verifica”. Siamo tornati al “teatrino”, ironizzano a Palazzo Chigi, mettendo insieme sinistra Pd, Fi e Ncd. E’ tempo
di guerra fredda. E non è chiaro come andrà a finire.