Charlie Hebdo, la Boldrini fa la talebana: «La satira? Va limitata»

«Siamo sicuri che la libertà di espressione non abbia alcun limite? Che è nostro diritto dire qualsiasi cosa? Su questo ho qualche dubbio. Se esiste la mia libertà esiste anche quella dell’altro». Così la presidente della Camera Laura Boldrini durante la sua visita nell’Istituto Savoia-Benincasa di Ancona, dove alcuni studenti le hanno presentato un lavoro sulla satira, partendo dalla vicenda di Charlie Hebdo. «È stata una tragedia – ha detto la Boldrini -, dei giornalisti sono stati uccisi perchè volevano manifestare il loro pensiero. Tutti abbiamo condannato la violenza: non si risponde alla matita con il proiettile. Dopodiché dobbiamo fare questo esercizio di metterci nei panni dell’altro. Fino a che punto non ci possiamo aspettare reazioni quando si ride di una religione?». La violenza, ha ribadito la presidente della Camera va condannata ma, ha aggiunto l’esponente di Sinistra e libertà, «dobbiamo guardare ai fenomeni nel loro insieme. Fare satira in modo sostenibile, senza rinunciare alla nostra libertà».

Laura Boldrini e quel precedente su Fb

La presidente della Camera è sempre stata refrattaria a ogni tipo di ironia 0 di espressione satirica, tanto da arrivare, caso senza precedenti nella storia della repubblica italiana, a far scattare una indagine della Procura di Roma per un fotomontaggio su Facebook. Nel maggio 2013 un giornalista di Fondi, Antonio Mattia è stato infatti indagato per aver pubblicato su Facebook la falsa foto osé di Laura Boldrini, commenta la decisione della Procura di Roma di iscriverlo nel registro degli indagati. «La mia colpa – si giustificò il giornalista – è solo quella di aver accostato, su un profilo Facebook personale e privato, la foto di quella che solo dopo ho saputo essere una nudista spagnola all’immagine reale della presidente della Camera immortalata sulla copertina di Famiglia Cristiana. La foto osé l’ho presa da un altro sito in cui si faceva notare la somiglianza con la Boldrini, poi ci sono cascato con tutte le scarpe e l’ho accostata goliardicamente alla foto reale».