Il centrodestra va all’attacco: «Renzi è una tigre di carta»

«Altro che sabato… qui ci vuole ancora un mese, un mese e mezzo di dibattito sulla riforma costituzionale, semmai si arriverà alla fine. Nel frattempo rischiano di decadere i tre decreti: Ilva, Milleproroghe e banche». Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. Renzi, ha aggiunto, è una «tigre di carta»: «Ieri sera ha minacciato il Parlamento sulla riforma costituzionale, stamattina il suo partito, la sua maggioranza, ha fatto marcia indietro». «Non è possibile che Renzi minacci il Parlamento: fare una riforma, lavorare anche di notte, una riforma che dovrebbe entrare in vigore tra tre anni. Questo è inaccettabile, irresponsabile, e di questo pagherà certamente il conto», ha proseguito. «Ecco: questo è il bel bilancio di un governo in stato comatoso, che in politica estera non esiste, che in politica economica non esiste e che fa solo confusione. Gli italiani se ne stanno accorgendo, speriamo che tutti i nodi vengano al pettine nel più breve tempo possibile», ha concluso Brunetta.

«Momento duro, ma il centrodestra può superarlo»

«Immuni dalla Matteofilia, dobbiamo scrivere noi la nostra agenda, che non dipende né da Matteo Renzi da Matteo Salvini. Lavorare incessantemente alla ricomposizione di tutto il centrodestra, secondo il classico schema berlusconiano, sostenere tesi chiare e forti su fisco, giustizia, sicurezza, immigrazione, famiglia, impresa, presidenzialismo». Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Forza Italia) chiedendo un «protagonismo di Forza Italia senza subalternità». «Più territorio meno correnti, – afferma Gasparri – più impegno di tutti, esperti e nuovi, ma senza improvvisazione e con più ascolto e coinvolgimento di ogni energia. Il momento è difficile ma con Berlusconi e tutti noi si può affrontare, con un grande cerchio di gente che ha passione, lealtà, voglia di fare».