Cecchini, l’artista “futurista”: «Hooligans impuniti, io condannato»

Nel 2007 tinse di rosso la Fontana di Trevi, l’anno dopo, il 16 gennaio 2008, fece rotolare 500mila palline di plastica “colorate” sulla scalinata di Trinità dei Monti, giù sino a Piazza di Spagna ma le sue iniziative, soprattutto a Roma, non si sono mai interrotte, senza fare danni ma facendo moto discutere. Graziano Cecchini, l’artista futurista, in un’intervista al quotidiano Il Tempo manifesta la propria indignazione per la liberazione dei tifosi del Feynoord colpevoli di aver vandalizzato la Barcaccia e la stessa piazza di Spagna senza che nessuno li fermasse. «Per Trinità dei Monti io mi sono preso otto mesi e non ho fatto neppure ricorso perché me li voglio scontare. Voglio vedere per un gesto artistico cosa sono capaci di farmi quando da noi magari ad uno che fa una rapina con un taglierino di mesi gliene danno sette. Alla mia manifestazione artistica a Trinità dei Monti, la gente rideva, mamme e bambini erano felici, e mi han condannato. Gli hooligans olandesi hanno sfasciato la Barcaccia del Bernini e la città e se ne sono tornati via sereni. Ma questo vuol dire consentire a tutti di venir qua a fare il cazzo che gli pare. Vede, ci fanno le supercazzole».

La rabbia di Cecchini per l’indifferenza italiana

«Guardi, ne parlavo con degli amici a Genova, che si occupano d’arte, proprio in questi giorni. In Italia abbiamo una stitichezza mentale che la dice lunga. Gli hooligans olandesi hanno fatto ciò che hanno fatto ma nessuno ha pagato: non il prefetto, non il questore e neppure il sindaco. Io negli anni Settanta la guerra l’ho fatta e per arrivare alla pace, so che prima si passa dallo scontro. Qui in Italia ci troviamo in una situazione assurda dove se un carabiniere arresta una persona e magari gli dà due schiaffetti beh, viene indagato lui, il carabiniere. Se lo schiaffo poi lo prende uno studente di sinistra, magari figlio di papà, a quel punto questo studente diventa un eroe. Vede, non ci si può indignare se un poliziotto prende a calci in culo un tifoso hooligan…». Nonostante la condanna subita, Cecchini non rinuncia all’indignazione e alla rivendicazione delle sue, innocue, provocazioni. Come fece quel giorno a Trinità dei Monti aveva spiegato: «È un’azione dimostrativa per rispondere con la gioia dei colori alla tristezza di un Paese sommerso dai rifiuti».

L’arresto di Cecchini a Trinità dei Monti