Al Carnevale di Viareggio “vietati”i carri su Charlie Hebdo e sull’Islam

La mattanza di Parigi ha lasciato il segno: il primo corso del Carnevale di Viareggio è sfilato senza alcun riferimento alla strage di Charlie Hebdo o all‘Islam. All’origine della scelta dei carristi ci sarebbe stata una richiesta della prefettura di Lucca – che però ha negato qualsiasi tipo di intervento, – emanata dopo la strage di Parigi e fatta propria dalla Fondazione Carnevale.

Carnevale e sicurezza

C’è chi penserà che così facendo il terrorismo ha vinto. Ma in carristi stessi, in realtà, spiegavano,  in un articolo sul Il Fatto Quotidian, di condividere «una scelta di buon senso» che non veniva vissuta come «una censura». Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani locali la prefettura di Lucca ha risposto di non aver mai emesso divieti né direttive formali. In realtà l’invito a evitare riferimenti alle vignette di Charlie e all’Islam sarebbe stato mandato con una mail, “informale” a tutti i carristi dalla Fondazione dopo una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza provinciale. Nessun carro aveva comunque presentato bozzetti con riferimenti all’Islam e sembra che solo una maschera isolata avesse fatto richiesta di sfilare con qualche riferimento a Charlie Hebdo. Richiesta che è stata respinta.

I carristi condividono

I carristi, secondo quanto riportano i quotidiani, hanno comunque condiviso la scelta della Fondazione, vista la gran folla e l’impossibilità di gestire in maniera diversa l’ordine pubblico. Già in passato, nel 2009, prevalsero scelte di “buon senso”: alcuni carristi avevano preparato un Papa e un musulmano di cartapesta che si fronteggiavano con una spada. Fu scelto di togliere il musulmano per evitare di urtare delle suscettibilità, e al suo posto fu messo un mostro simile a quelli che popolano qualche passo del Signore degli Anelli.