Cantone bacchetta di nuovo Renzi, stavolta sugli aiutini ad Autostrade

Il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone torna a “bacchettare” il Governo sulla proroga sulle concessioni autostradali contenuta nello Sblocca Italia. Dopo aver criticato il governo sul riciclaccio dei trombati ed avere già evidenziato nelle scorse settimane i “profili di criticità” per possibili opacità nelle proroghe delle concessioni e aver chiesto di monitorare ed eventualmente correggere le nuove norme, oggi Cantone indica la strada: far decadere la norma sulle concessioni autostradali. In audizione alla commissione ambiente della Camera, Cantone ha evidenziato che la nuova norma, contenuta all’articolo 5 dello Sblocca Italia (convertito in legge l’11 novembre scorso), “rischierebbe di apparire in contraddizione con l’attività che sta per essere compiuta dal governo nell’interlocuzione con la commissione Europea”. Di qui la necessità di trovare una soluzione.

Tre strade da seguire, secondo Cantone

Il commissario indica tre strade: “un intervento legislativo a chiarimento”, per esempio con una norma che stabilisce come avviene il meccanismo di allungamento delle concessioni; un intervento da parte del governo al momento di rivedere le concessioni; “dismettere” la norma dello Sblocca Italia, eliminando la parte dal Milleproroghe. In realtà, spiega Cantone, la norma sarebbe per certi versi già scaduta: la norma prevedeva infatti che entro il 31 dicembre dovessero essere presentate le richieste e poi con il Milleproroghe è stato introdotto un allungamento dei termini per presentare le richieste. Ma al momento, “da quello che so io ce n’è solo una, o nessuna”, fa notare Cantone, che allora propone: “o non convertire la norma nel Milleproroghe oppure non accedere alle richieste eventuali che ci dovessero essere”, e far così decadere la norma.

Il parere negativo della Ue

Sulla norma si sono espressi in modo critico nei mesi scorsi anche l’Ue (Bruxelles ha aperto il 17 ottobre la pre-procedura di infrazione Eu-Pilot), l’Antitrust e l’Autorità dei trasporti. Mentre qualche settimana fa il ministro dei trasporti Maurizio Lupi ha rassicurato proprio Cantone della bontà dell’art.5, sottolineando che rientra “in una piu’ generale azione del Governo volta a stimolare la crescita economica”. I rilievi di Cantone vengono condivisi oggi dal presidente della commissione ambiente Ermete Realacci e anche da Sel, che chiede a questo punto di sopprimere la norma. L’associazione che riunisce le concessionarie autostradali Aiscat, invece, si difende ricordando che la norma “nasce da un’iniziativa del Governo volta a sollecitare nuovi investimenti altrimenti non bancabili, in presenza di incrementi tariffari contenuti e non al di sopra del tasso di inflazione, e in coerenza con quanto già avvenuto o sta avvenendo in altri Paesi europei e nel pieno esclusivo rispetto del diritto europeo”.