Camera in tilt, Fi si appella al Colle contro i “tiranni” Renzi e Boldrini

La Camera va in tilt. Tra faldoni che volano, la Boldrini ingessata nell’invocare il regolamento che, lei per prima, concorre a mettere sotto i piedi, in ossequio ai diktat renziani, le opposizioni che protestano senza mezze misure e la maggioranza che non riesce a garantire il numero legale, il cammino delle riforme si complica. I tempi si allungano. E l’immagine che il Parlamento offre al Paese è devastante. Imputato numero uno, appunto, il Presidente della Camera. La Boldrini ha voluto imporre la “mordacchia” alle opposizioni, imponendo la seduta fiume.  Così facendo – ironia della sorte – ha fatto venire allo scoperto tutta la debolezza della maggioranza. Le truppe di Renzi, nonostante i proclami e l’arrogante sicumera del premier nel ritenersi, dopo la rottura con Berlusconi, numericamente garantito, non hanno retto alla prova.

Fi all’attacco di Renzi: è prigioniero della minoranza Pd

E’ saltato il numero legale. Chi si trovava, in quel momento, nel Transatlatico ha potuto assistere alla scena esilarante dei deputati del Pd che si affannavano a correre nei corridoi nel tentativo di riprendere posto tra gli scranni, e di quelli fra di loro più sornioni che rallentavano il passo, pregustando la scena di un Renzi infuriato, a cui mandare un chiaro segnale di “avviso ai naviganti”. Pensate se queste “mordacchie” di stampo boldriniano fossere state imposte da Alcide De Gasperi nel 1947? La domanda, con sottile perfidia e indubbia ragione, la rivolge al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “Il Mattinale” di Forza Italia. La risposta che si dà la voce quotidiana del gruppo forzista alla Camera è molto chiara. Se quel che accade oggi alla Camera, fosse accaduto nel 1947, “non ci sarebbe la Costituzione, in cui la maggior parte delle forze politiche, anche strenuamente avversarie, si sono alla fine riconosciute”.

Fi: tramontano le velleità rformiste della Costituzione

“E con ogni probabilità – aggiunge – ci sarebbe stata l’esca ad una guerra civile come già di fatto avveniva nel triangolo della morte emiliano-romagnolo e in Venezia Giulia”. Di qui la richiesta di Forza Italia a Mattarella di “fermare la dittatura alla Camera”.Oggi la tigre di Renzi – scrive ancora Il Mattinale – si è dimostrata fragile nelle sue stesse ossa, i suoi denti cariati. Ha cercato di far stramazzare a terra le opposizioni imponendo la seduta fiume, un assurdo democratico, ed è annegata subito nel suo stesso fiume.”. Ancora:”La mancanza di numero legale in sede costituente equivale di fatto alla fine di qualsiasi velleità di legislatura che abbia per obiettivo di cambiare la Magna Carta delle Repubblica italiana”. Renzi ha commesso “un errore gravissimo” rompendo il patto con Berlusconi, perchè in questo modo si è “consegnato” alla sua minoranza interna. Che ora lo fa ballare.