Bulle in azione a Genova: dodicenne picchiata, filmata e ricattata

Avevano picchiato per gioco un’amica di 12 anni riprendendola con lo smartphone e per deriderla avevano diffuso quel filmato ai loro contatti con whatsapp. Per questo atto di bullismo, avvenuto a Genova, due ragazze di 16 e 17 anni sono state denunciate dalla polizia e indagate dalla Procura dei minori.

Le bulle in azione a Genova

Le indagini sono partite dalla denuncia dei genitori della “vittima”. Le due minorenni dovranno rispondere del reato di lesioni aggravate e diffamazione per aver diffuso quei video. Secondo quanto emerso il pestaggio della dodicenne attirata dalle due “bulle” in una trappola con una scusa è avvenuto davanti ad altri ragazzini, più o meno coetanei delle “picchiatrici”, che hanno assistito alle violenze senza fare nulla. I giovani “spettatori” sono stati tutti identificati dalla polizia nel corso delle indagini. È anche emerso che l’aggressione sarebbe avvenuta per vendicare uno “sgarro” che la dodicenne aveva fatto nei giorni precedenti alle due “rivali”.

Il bullismo malattia dei nostri tempi

Il fenomeno sta diventando sempre più di attualità, a scuola e fuori di essa. Gli adolescenti, complici i telefonini, si divertono anche così, senza nessun riguardo per i coetanei al centro di queste violenze psichiche e fisiche che creano grossi problemi e, talvolta, lasciano segni indelebili nella vita di giovani, giovanissimi e perfino bambini. La scuola è sotto accusa. Tra le sue mura si consumano molte di queste violenze e moltissime non vengono a galla perché le piccole vittime non parlano, hanno paura, sono ricattate. Così com’è successo alla ragazzina di Genova. Per i genitori la sorveglianza è un obbligo a cui non si può derogare, ma è la società che è sotto accusa perché non c’è rispetto per i compagni e perché ai ragazzi non viene insegnato che c’è un limite a tutto: non ci si diverte “giocando” sulle debolezze dei coompagni. E, purtroppo, i professori non  sempre sono all’altezza del problema. In questi casi conta soprattutto la prevenzione e il rispetto delle regole, preteso e senza deroghe: la sospensione a posteriori non serve.