Brasile: il presidente della Camera contro l’aborto e le coppie gay

Il neo presidente della Camera brasiliana, Eduardo Cunha, si è schierato apertamente contro l’aborto e le unioni delle coppie omosessuali. «Non sono in agenda», ha tagliato corto Cunha, fervente fedele della Chiesa evangelica neopentecostale, che il primo febbraio scorso ha sconfitto il candidato della presidente Dilma Rousseff, Arlindo Chinaglia, nella corsa alla presidenza della Camera bassa del parlamento brasiliano.

Aborto: Cunha, non è in agenda

«Una legge in favore dell’aborto sarà votata solo passando sul mio cadavere», ha aggiunto Cunha, 56 anni. L’aborto in Brasile è consentito solo in caso di stupro, di rischio della vita della madre o anencefalia del feto. Sulle unioni gay, il Parlamento federale non ha ancora approvato una legge specifica. Tuttavia, nel maggio 2013, il Consiglio nazionale di giustizia (Cnj), organo di controllo dell’autonomia del potere giudiziario, ha stabilito che gli uffici pubblici che rilasciano le licenze per il matrimonio civile non possono più rifiutarsi di autorizzare anche le nozze fra persone dello stesso sesso. Cunha, del Partito del movimento democratico brasiliano (Pmdb, di centro), lo stesso del vice presidente Michel Temer, come primo atto alla presidenza della Camera, ha nominato una commissione d’inchiesta sulle presunte tangenti pagate dal colosso petrolifero statale Petrobras a politici e partiti.