Il bonus bebè resta sulla carta, come tutte le promesse di Renzi

Il bonus bebè era previsto nero su bianco nella legge di stabilità ma finora nessuna famiglia, nessun genitore, ha usufruito della misura sbandierata da Matteo Renzi come fondamentale provvedimento anti-crisi. Il motivo è spiegato dal Messaggero in un’inchiesta di Luca Cifoni dal titolo Manca il decreto, bonus bebè al palo.

Manca il decreto attuativo

L’Inps infatti, cui spetta il compito di raccogliere le domande e stabilire l’erogazione dell’assegno, è ancora in attesa del decreto della presidenza del Consiglio – da attuare su proposta del ministro del Lavoro, Salute e Economia – che fissa i paletti dei requisiti per l’ammissibilità delle domande e le procedure pratiche delle modalità di pagamento. Il decreto doveva essere emanato entro il 31 gennaio e invece ancora non c’è.

Il pasticcio del nuovo Isee

A questo ritardo si aggiunge il nuovo Isee entrato in vigore dal primo di gennaio, strumento essenziale per regolare l’accesso alle prestazioni sociali. Nel nuovo Isee occorre registrare anche le giacenze sul conto corrente e le banche non sono ancora attrezzate allo scopo. Alla fine dunque “la platea degli aventi diritto potrebbe risultare più contenuta dei 330 mila l’anno previsti dalla relazione tecnica della legge di stabilità”.