Berlusconi attacca Renzi e prova a mettere all’angolo i frondisti

Altro che passo indietro. Silvio Berlusconi non fa sconti. E sembra deciso a dare battaglia. I diktat di Renzi? Al mittente. La minaccia delle urne? Si può votare anche domani. Raccontano di un  Cavaliere battagliero, già innervosito per le nuove “sparate” di Raffaele Fitto, che non avrebbe perso tempo nel chiamare al telefono i vertici azzurri, Renato Brunetta in testa, per chiedere di rispondere per le rime al presidente del Consiglio.

Mettere all’angolo i frondisti

Ma, la situazione delicata dentro Forza Italia ed il rischio di una nuova spaccatura del gruppo con i fittiani sul piede di guerra, portano i consiglieri di Berlusconi ad iniziare una lunga trattativa tra i banchi della maggioranza per arrivare ad una riunione di gruppo in cui non ci sarebbe stata nessuna linea imposta ma una condivisione delle scelte. Una strategia discussa al telefono con l’ex capo del governo pronto ad alzare il tiro contro Renzi evitando però di ritrovarsi con le truppe dimezzate. E così nel corso dell’incontro tra i deputati azzurri, si è deciso di votare a maggioranza il comportamento da tenere in Aula. Decisione poi a cui si sarebbero dovuti attenere tutti gli azzurri. A sentire i fedelissimi di Berlusconi, il modus operandi messo in pratica in queste ore, rappresenta “un precedente” per mettere all’angolo i frondisti: non ci sono gli strumenti per “cacciare” nessuno – è il ragionamento fatto con il Cavaliere in collegamento telefonico permanente con i suoi alla Camera – ma se le decisioni sono assunte dalla maggioranza del gruppo, chi non le rispetta si mette automaticamente fuori.

La replica a Fitto

Ecco perchè l’intenzione da ora in avanti è quella di aprire una consultazione continua all’interno dei gruppi Fi in modo da votare e decidere sempre con un voto a maggioranza la linea da tenere in Aula. L’intenzione di Berlusconi infatti è quella, visto il momento di difficoltà del capo del governo, di calcare il più possibile la mano e mettere in evidenza che senza più il soccorso di Fi, per palazzo Chigi la strada sarà tutta in salita: ha rotto gli accordi ed ora ne paga le conseguenze. Vedrete che Vietnam che diventerà il Parlamento. Per fare questo però, Berlusconi ha bisogno di recuperare il più possibile l’unità del suo partito. Ed il primo da dover neutralizzare resta comunque il capo della fronda azzurra. In una conferenza stampa l’eurodeputato Fi insiste sulla necessità che si tenga un “congresso”, ribadisce l’intenzione di non voler fare nessuna scissione ma soprattutto mostra l’assoluta tranquillità di chi sa che non può essere mandato via dal partito: “Nel partito non ci sono i meccanismi tecnico-statutari per far sì che questo avvenga”. Insomma nessuna intenzione di abbassare i toni, anzi l’appuntamento rimane per sabato prossimo per la sua kermesse in un teatro di Roma. La prima, fa sapere il big azzurro, di un lungo tour per il territorio. Raccontano che sia stata proprio l’idea di girare l’Italia a non esser per niente gradita dal Cavaliere, convinto che si tratti di una sfida alla sua personale leadership. In più ad insospettire i consiglieri di Arcore è che l’obiettivo dell’eurodeputato possa essere quello di acquisire consenso sul territorio in vista di un consiglio nazionale del partito in cui lanciare l’opa su Fi. Ecco dunque la decisione di replicare alle parole dell’ex governatore pugliese con “l’artiglieria pesante”.